Rinnovabili • stato-dell-unione-2026-von-der-leyen-indipendenza-energetica Rinnovabili • stato-dell-unione-2026-von-der-leyen-indipendenza-energetica

Von der Leyen: “È il momento dell’indipendenza”, la strategia per liberare l’UE dai costi dell’energia

Il discorso della Presidente della Commissione UE sullo stato dell'Unione 2026.

stato-dell-unione-2026-von-der-leyen-indipendenza-energetica
Copyright: European Union, 2026
Google Aggiungi Rinnovabili tra i preferiti

Il discorso di von der Leyen sullo stato dell’Unione 2026

“Era il migliore di tutti i tempi, era il peggiore di tutti i tempi. Con queste parole Charles Dickens descriveva l’Europa nei giorni della Rivoluzione francese. Queste stesse parole sono una descrizione veritiera del mondo in cui viviamo“, così la Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, nel discorso sullo stato dell’Unione 2026, da Strasburgo. 

“Lo stato dell’Unione è solido come mai prima d’ora e lo stato dell’Unione può sembrare precario come mai prima d’ora. – ha proseguito von der Leyen – Le affermazioni possono sembrare incompatibili, ma sono entrambe vere. Ed entrambe rispecchiano quest’epoca complessa di grandi possibilità e di grandi pericoli. In questo mondo l’Europa ha scelto di tracciare un proprio percorso. E a emergerne adesso è un’Europa più forte e indipendente“.

Per von der Leyen, l’Europa non può continuare a essere una potenza industriale se i prezzi dell’energia restano strutturalmente troppo alti. “Quando la Russia ha tagliato le forniture di gas, la nostra reazione non si è fatta attendere e oggi le nostre fonti di approvvigionamento sono maggiormente diversificate. Abbiamo investito, e investiamo, nelle energie pulite prodotte internamente“, ha affermato la Presidente della Commissione UE. Tuttavia, con la chiusura dello Stretto di Hormuz, ancora una volta l’Europa ha pagato il prezzo della dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. “Dall’inizio del conflitto le importazioni di combustibili fossili ci sono costate 90 miliardi di euro in più, senza che questo aggiungesse una singola molecola di energia“, ha aggiunto.

Ecco perché la Commissione intende intensificare la produzione di energia pulita, a prezzi accessibili e prodotta internamente. Per ottenere l’indipendenza serve elettrificare. “Puntiamo a raddoppiare la quota di energia elettrica entro il 2040. – ha sostenuto la Presidente – In questo modo l’Europa potrebbe ridurre di 260 miliardi di euro l’anno i costi delle importazioni di combustibili fossili. Dobbiamo, però, anche garantire la disponibilità dell’energia elettrica che produciamo“.

“Lo scorso anno abbiamo installato oltre 80 gigawatt di capacità di energia rinnovabile, ma una capacità sei volte superiore attende ancora la connessione alla rete. Per questo motivo abbiamo urgentemente bisogno del Pacchetto sulle reti. Dobbiamo investire più rapidamente. Accelerare le connessioni alla rete. Potenziare lo stoccaggio“.

Come raggiungere l’indipendenza energetica dell’Europa

Nel discorso sullo stato dell’Unione, von der Leyen ha chiarito un concetto fondamentale: “Questo deve essere il momento dell’indipendenza dell’Europa”.

L’Unione Europea ha affrontato le turbolenze del 2026 partendo da una posizione di maggiore solidità rispetto al passato, grazie agli sforzi compiuti negli ultimi anni per ridurre le emissioni, diversificare e accelerare la transizione ecologica. Tuttavia, per fronteggiare l’impatto immediato dei rincari e garantire una maggiore resilienza, la Commissione Europea ha presentato ad aprile il pacchetto Accelerate EU, una strategia integrata progettata per operare su due livelli:

  • Risposta d’emergenza a breve termine: fornire un sostegno immediato e mirato ai cittadini vulnerabili e alle industrie ad alto consumo energetico per mitigare l’impatto economico dell’impennata dei prezzi.
  • Misure strutturali a lungo termine: introdurre riforme profonde finalizzate a eliminare la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili importati.

Parallelamente, l’Unione Europea ha preso una decisione storica: l’introduzione di un divieto totale sulle importazioni di gas russo nell’UE, che sarà definitivo dal 2027. Il superamento della dipendenza energetica fossile rappresenta anche un’opportunità di risparmio. L’accelerazione della transizione consentirà all’UE di ridurre i costi delle importazioni di combustibili fossili, generando risparmi stimati fino a 130 miliardi di euro all’anno entro il 2030. Tali risparmi saranno possibili grazie a una strategia che poggia su tre pilastri:

  • 50% dei risparmi derivante dalla sostituzione della domanda persistente di combustibili fossili nella produzione di energia elettrica con fonti pulite ed idroelettriche/rinnovabili.
  • 25% dei risparmi ottenuto grazie all’aumento dell’elettrificazione e all’efficienza energetica nei settori chiave.
  • 25% dei risparmi garantito dallo sviluppo di smart grid e dalla flessibilità del sistema energetico.

La decarbonizzazione come pilastro dell’indipendenza

Nel 2025, per la prima volta nella storia, l’Unione Europea ha prodotto più elettricità dalla combinazione di energia eolica e solare che dall’insieme dei combustibili fossili. L’anno scorso la quota delle fonti rinnovabili nel mix elettrico europeo è salita dal 36% del 2021 al 47%. Complessivamente, il 70% dell’elettricità prodotta nell’UE proviene ormai da fonti a basse emissioni di carbonio.

L’importanza strategica delle rinnovabili si è manifestata chiaramente durante la crisi dello Stretto di Hormuz: la sola rapida espansione dell’energia solare ha consentito all’Europa di risparmiare quasi 110 milioni di euro al giorno, evitando importazioni inutili di gas naturale. In tal senso, il potenziale delle installazioni solari sui tetti è grandissimo: le stime indicano che entro il 2050 i pannelli solari residenziali e industriali potrebbero arrivare a soddisfare circa il 40% del fabbisogno elettrico europeo.

L’iniziativa Electrify Now

A luglio 2026 la Commissione ha stabilito un Piano d’Azione per l’Elettrificazione per rendere l’Europa il “primo continente elettrificato“, affiancato da una proposta di revisione degli oneri di rete per evitare che l’elettricità sia tassata più del gas. È stata inoltre lanciata la campagna globale Electrify Now per accelerare l’elettrificazione nei settori industriale, dei trasporti e dell’edilizia.

Reti, accumulo ed Energy Highways

Attraverso il Grids Package e la realizzazione di grandi interconnessioni transfrontaliere denominate Energy Highways, l’Unione intende affrontare i problemi legati ai colli di bottiglia infrastrutturali per costruire la rete necessaria all’era dell’elettrificazione. Per rafforzare le infrastrutture necessarie alla transizione l’UE ha previsto:

  • Battery Booster Package: un piano da 1,5 miliardi di euro per sostenere la produzione industriale di batterie e la relativa catena del valore in Europa.
  • Energy Highways e Grids Package: reti elettriche e interconnessioni transfrontaliere. Il mercato interno dell’energia genera già 34 miliardi di euro di risparmi all’anno per i consumatori, che potrebbero salire a 40-43 miliardi all’anno entro il 2030 con reti più integrate.

Un esempio è l’accordo di gennaio 2026 con Danimarca e Germania per l’hub eolico offshore da 3 GW sull’isola di Bornholm nel Mar Baltico, finanziato con 645 milioni di euro tramite la Connecting Europe Facility.

La mobilitazione dei capitali e il ruolo del sistema ETS

Il raggiungimento dell’indipendenza energetica richiede grandi investimenti. Per questo la Commissione ha strutturato la Clean Energy Investment Strategy, che punta a mobilitare finanziamenti privati per reti, tecnologie pulite e interventi di efficienza energetica. La strategia è affiancata dalla stretta collaborazione con il Gruppo Banca Europea per gli Investimenti (BEI), la quale intende mobilitare oltre 75 miliardi di euro nei prossimi tre anni a sostegno della transizione.

Il sistema di tassazione del carbonio (EU ETS) ha dimostrato che la decarbonizzazione e la crescita economica procedono di pari passo. Dal 2005 a oggi, le emissioni nei settori coperti dall’ETS sono diminuite del 50% e l’economia dell’UE ha continuato a crescere. Il sistema ha generato oltre 280 miliardi di euro reinvestiti nella transizione ecologica. Con la revisione avviata dalla Commissione UE, il sistema ETS ne esce indebolito ma gli Stati Membri saranno tenuti a destinare almeno la metà delle entrate alla decarbonizzazione dei settori coperti dall’ETS.

Rinnovabili •

About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.