Rinnovabili • Transizione 5.0, MIMIT: 742 nuovi progetti presentati. Rinnovabili • Transizione 5.0, MIMIT: 742 nuovi progetti presentati.

Transizione 5.0: Il MIMIT comunica che sono stati caricati 742 nuovi progetti

La cosa alla presentazione di nuovi progetti sulla piattaforma GSE spinge il Mimit a definire la continuità del Piano anche nel 2026.

Transizione 5.0, MIMIT: 742 nuovi progetti presentati.
Transizione 5.0, MIMIT: 742 nuovi progetti presentati -Immagine realizzata con IA

742 nuovi progetti e 2,9 miliardi complessivi: la risposta delle imprese

La misura Transizione 5.0 registra un nuovo significativo aggiornamento: 742 progetti caricati nelle ultime ore, per un valore complessivo di 231.084.152,50 euro. La comunicazione arriva dal Mimit, che segnala come questi progetti si sommino ai 12.461 già presentati entro il 7 novembre, per un totale che raggiunge circa 2,9 miliardi di euro. Il Ministero conferma che le domande resteranno aperte fino al 31 dicembre, a titolo di prenotazione, e che il Governo sta lavorando per reperire risorse aggiuntive volte a soddisfare l’elevata richiesta.

Dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore il nuovo Piano, in continuità operativa con la misura attuale, mentre continua la valutazione delle richieste sulla base dell’ordine cronologico di presentazione.

Nel frattempo, l’esaurimento delle risorse destinate al Piano ha generato una forte accelerazione anche sul versante Piano Transizione 4.0, portando a un rapido azzeramento dei fondi disponibili. Il quadro evidenzia una pressione crescente da parte delle imprese e la necessità di definire una cornice stabile per il credito d’imposta 5.0 nel prossimo anno.

La corsa alle domande, dopo l’annuncio dell’esaurimento delle risorse

Il Mimit conferma che l’annuncio dell’esaurimento delle risorse del credito d’imposta ha generato una forte accelerazione nella presentazione delle domande sulla piattaforma GSE. Il problema ora è che i circa 2,9 miliardi di euro superano il budget disponibile dopo la revisione del PNRR, che ha ridotto lo stanziamento da 6,3 miliardi a 2,5 miliardi di euro.

In questo contesto, il Mimit ribadisce che il Governo sta lavorando per reperire nuove risorse, così da garantire copertura a un numero più ampio di richieste. La scadenza del 31 dicembre resta confermata, con una valutazione in ordine cronologico. Parallelamente, la forte adesione ha generato un effetto di trascinamento sul Piano Transizione 4.0, le cui risorse si sono azzerate rapidamente, suggerendo un interesse congiunto delle imprese per entrambi gli strumenti.

Il Mimit ha inoltre convocato per il 18 novembre prossimo un incontro con le principali associazioni d’impresa per discutere dell’esaurimento delle risorse e delle prospettive della misura.

Doppia domanda per il Piano Transizione 4.0 e il 5.0

L’esaurimento delle risorse ha prodotto un effetto immediato anche sul Piano Transizione 4.0. Dopo il 7 novembre, molte imprese hanno scelto di presentare una doppia domanda, sia per la Transizione 5.0 sia per la 4.0, nel tentativo di garantirsi una posizione utile qualora si rendessero disponibili nuove coperture. La mattina dell’11 novembre erano ancora disponibili 53 milioni per la misura 4.0; nel pomeriggio è arrivata la comunicazione ufficiale dell’esaurimento dei 2,2 miliardi previsti dalla Legge di Bilancio 2025.

Il fenomeno evidenzia la reazione delle imprese alla prospettiva di non riuscire a ottenere il credito d’imposta 5.0. La revisione del PNRR, appena approvata e in attesa del via libera definitivo dell’Ecofin, rimette in gioco 4,7 miliardi destinati alla misura 4.0. Resta aperto il tema della destinazione effettiva delle risorse: secondo il Mimit, potrebbero coprire il periodo 2021-2025, mentre altre ipotesi riguardano la compensazione delle spese 2023-2024 o un possibile switch per sostenere l’iter dell’iperammortamento.

Il contesto normativo del Piano Transizione 5.0

Il Piano definito dall’art. 38 del D.L. 19/2024 riconosce un credito d’imposta proporzionale alla spesa sostenuta per progetti che conseguono una riduzione dei consumi energetici. Gli investimenti devono portare a una riduzione almeno del 3% dei consumi della struttura produttiva o del 5% dei consumi dei processi interessati, con completamento entro il 31 dicembre 2025. Le aliquote variano dal 35% al 45% per investimenti fino a 10 milioni, mentre per le fasce da 10 a 50 milioni le percentuali riconosciute sono del 5%, 10% e 15%.

Sono agevolabili anche investimenti in autoproduzione da rinnovabili dedicata all’autoconsumo, software per l’intelligenza degli impianti e attività di formazione. È prevista inoltre una maggiorazione per moduli fotovoltaici europei ad alta efficienza e un incremento fino a 10.000 euro per le PMI per le spese di certificazione. Le procedure prevedono tre passaggi: comunicazione preventiva, comunicazione degli ordini (con acconto minimo del 20%) e comunicazione di completamento entro il 28 febbraio 2026 tramite la piattaforma GSE.

Cosa c’è nella Legge di Bilancio 2026?

Il Disegno di Legge di Bilancio 2026 introduce un pacchetto di interventi pensato per sostenere gli investimenti e accompagnare la crescita economica. Tra le misure più rilevanti per il prossimo anno figura la reintroduzione della maggiorazione dell’ammortamento per gli investimenti in beni strumentali, il cosiddetto iperammortamento, accanto al nuovo Credito d’imposta per beni strumentali 4.0 dedicato alle imprese dei settori agricolo e della pesca. Il testo conferma anche la proroga triennale 2026-2028 del Credito d’imposta per ZES Unica e ZLS, insieme al potenziamento di strumenti già consolidati come la Nuova Sabatini e i Contratti di sviluppo.

Il Governo punta così a dare continuità ai Piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0, mantenendo attive leve ritenute centrali per la competitività. Nel quadro complessivo emergono però alcune assenze significative. Non è prevista alcuna estensione al Credito d’imposta R&S Innovazione e Design, che dal 2026 al 2031 resterà limitato alla sola componente R&S con aliquota del 10%. Non figura inoltre la proroga dell’IRES premiale, oggi applicabile solo per il 2025. A questo proposito, la recente risoluzione 57/E ha istituito i codici tributo 2048 e 2049, necessari per i versamenti dell’IRES ridotta in acconto e saldo.

Rinnovabili •

About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.