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Auto nuove in frenata, l’usato resiste: la BCE fotografa la prudenza dei consumatori europei

Secondo la BCE, la domanda di nuove immatricolazioni resta debole: pesa l’incertezza economica e la svalutazione del nuovo. Crescono invece gli acquisti di auto usate e a combustione interna

Auto nuove in frenata, l’usato resiste: la BCE fotografa la prudenza dei consumatori europei
Immagine creata con IA

La previsione della Banca Centrale Europea sulla richiesta di nuove immatricolazioni di auto non è molto rosea. Secondo la ECB Consumer Expectations Survey, cioè l’analisi sulle aspettative dei consumatori, la domanda di automobili da parte delle famiglie nell’area dell’euro è fragile. Ma il risultato non è un’assoluta novità.

Il settore automobilistico rappresenta il 10% del valore aggiunto manifatturiero e vicino al 2% del PIL reale. Negli ultimi anni ha affrontato venti contrari significativi e oggi (II trimestre del 2025) le nuove immatricolazioni e i volumi di produzione sono circa il 20% e il 30% al di sotto dei loro livelli di inizio 2018. Si vendono meno nuove auto a combustione interna, con le vendite di ibride e Bev che non riescono a compensare tale riduzione. Le famiglie europee, infatti, preferiscono concentrarsi sull’usato.

Auto nuova? Meglio usata e a carburante

Nel periodo 2021-24, la quota annuale di intervistati che segnalava un acquisto di auto variava tra il 6% e il 7%. A luglio 2025, il 47% degli intervistati che aveva acquistato un’auto nei 30 giorni precedenti ha riferito di aver acquistato un’auto nuova e il 53% ha riferito di aver acquistato un’auto di seconda mano.

I veicoli ICE hanno rappresentato circa il 43% degli acquisti di auto nuove, mentre gli ibridi e le auto completamente elettriche hanno rappresentato il 31% e il 25% rispettivamente. Al contrario, nel mercato dell’usato, la stragrande maggioranza degli acquisti sono stati auto ICE (70%), con ibridi e auto completamente elettriche che costituivano solo circa il 15% ciascuno.

Perché l’auto usata?

Risposta semplice. Per la svalutazione del nuovo rispetto all’usato. Questa la principale tra le preoccupazioni (22%) che spingono all’acquisto di un’auto di seconda mano anziché di una nuova. Per le famiglie a basso reddito (14%), l’accesso limitato a finanziamenti accessibili ha giocato il ruolo maggiore. Il terzo motivo è l’attesa che i veicoli elettrici diventino più economici (13%), incertezza economica e finanziaria (12%) e preoccupazioni sulle nuove normative ambientali (8%).

Il peso dell’incertezza

La maggior parte degli intervistati non aveva in programma di acquistare un’auto entro il prossimo anno, con l’incertezza economica e finanziaria e una preferenza per modalità di trasporto alternative che giocavano un ruolo nella loro decisione. A luglio 2025, solo l’11% degli intervistati ha riferito di avere in programma di acquistare un’auto entro il prossimo anno, mentre l’89% non aveva tali piani.

Di coloro che non prevedevano di acquistare un’auto, il 63% ha indicato che la loro auto attuale soddisfaceva le loro esigenze, il 10% ha citato l’incertezza economica e finanziaria e il 10% ha riferito una preferenza per modalità di trasporto alternative. Al contrario, le famiglie ad alto reddito (78%) erano molto più propense a dire che la loro auto attuale soddisfaceva le loro esigenze rispetto alle famiglie a basso reddito (43%).

Chi acquista un’auto, cosa sceglie? Le europee ibride

Resta la propensione per auto ICE e ibride rispetto ai veicoli completamente elettrici. Il 42% degli intervistati che prevedeva di acquistare un’auto entro il prossimo anno intendeva acquistare un’auto ICE e il 41% intendeva acquistare un ibrido. Sebbene le intenzioni non si traducano necessariamente in acquisti effettivi, queste quote differiscono significativamente da quelle per gli acquisti effettivi nello stesso mese, con il 58% degli acquirenti di auto che optava per veicoli ICE e solo il 23% che sceglieva gli ibridi.

Gli europei amano le auto europee. Nonostante i prezzi più bassi delle cinesi, l’81% degli intervistati che prevedeva di acquistare un’auto entro il prossimo anno desiderava che il proprio veicolo provenisse da un paese dell’UE, mentre solo il 19% preferiva auto provenienti da paesi al di fuori dell’UE.

Ripresa in futuro, ma lenta

Guardando avanti, la ripresa della domanda di auto nell’area dell’euro è probabilmente destinata a rimanere lenta a fronte di sfide persistenti. I dati sulla domanda di auto nell’area dell’euro indicano che l’elevata incertezza economica e finanziaria è probabile che incida sulle future decisioni di acquisto di auto, in particolare tra le famiglie a basso reddito. Ciò suggerisce che qualsiasi rimbalzo della domanda di auto potrebbe essere lento.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.