Pechino ha presentato una prima bozza di modifica del Codice della Strada per adeguarlo alla diffusione delle auto a guida autonoma

Auto a guida autonoma, la via di Pechino
La Cina anticipa i tempi. Bisogna guardare ad oriente, ormai, quando il tema riguarda la mobilità elettrica e le nuove tecnologie collegate al settore automotive, come le auto a guida autonoma. Oggi, Pechino, intende modificare il Codice della Strada, inserendo un nuovo capitolo sui veicoli a guida autonoma. Infatti, nel corso della prima lettura durante la sessione del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo, il massimo organo legislativo del Paese, è stata illustrata una bozza di modifica della Legge sulla sicurezza del traffico stradale. Insomma la Cina intende proporsi come modello internazionale, prima che la guida autonoma e i robotaxi, diventino una realtà di massa. (Leggi cosa si sta facendo in Europa).
Cina precorre i tempi
I legislatori cinesi hanno iniziato l’esame della revisione della Legge sulla sicurezza del traffico stradale, introducendo per la prima volta un capitolo interamente dedicato ai veicoli a guida autonoma. D’altronde la Cina è il Paese che dispone della tecnologia più avanzata, o quanto meno, in grado di competere con le company americane, tra cui Tesla e Waymo, già operative in diverse città americane.
A chi spetta la responsabilità legale
Quel che la Cina intende fare è costruire un quadro giuridico solido e regolamentato, prima della massificazione della guida autonoma, per definire regole specifiche per la circolazione, la gestione delle infrazioni e i profili assicurativi. Il punto chiave della riforma in atto è lo spostamento della responsabilità legale in caso di infrazioni o incidenti.
Cosa significa? Quando l’auto sta viaggiando in modalità di guida autonoma, quindi è il software AI che controlla tutto, la responsabilità viene attribuita ai produttori o importatori e non più al conducente che ha attivato quella modalità. Già nel 2024, la Cina aveva attualizzato la legge in vigore, ma appena due anni fa, i veicoli a guida autonoma erano ancora nell’alveo della fantascienza. Ora sono una realtà sempre più concreta, pronta a diffondersi, motivo per cui la bozza di revisione conta nove capitoli e 170 articoli sulla questione.
Conducente umano resta centrale
Invece se la funzione non è attiva al 100%, cioè nella modalità di totale controllo del veicolo da parte del software, allora si applicano le norme previste per le auto convenzionali. Vale però anche l’indicazione, secondo cui il conducente deve continuare a osservare il traffico e controllare cosa accade anche se la funzione autonoma è attivata. Insomma, non si può restare seduti a leggere il giornale o fare scrolling sullo smartphone, l’essere umano deve comunque mantenere un ruolo vigile, attivo, pronto all’intervento.
Per l’Autorità di Pechino si applica una distinzione nelle modalità di guida: è tracciata una linea di confine netta tra la guida assistita e quella pienamente autonoma. La distinzione è cruciale sia dal punto di vista legale che economico/assicurativo per lo sviluppo dei veicoli di livello L3 e L4. Inoltre, in uno dei capitoli della bozza di modifica, si prevede il sostegno dello Stato alla sperimentazione, alle applicazioni dimostrative e alla circolazione dei veicoli autonomi secondo criteri di sicurezza e standardizzazione.
Auto a guida autonoma: gestione delle emergenze
Mentre queste auto sono già sulle strade cinesi con diverse compagnie, come Baidu, Pony.ai e WeRide, la Cina imposta un programma graduale per passare da una fase di sperimentazione ancora controllata alla circolazione del tutto senza conducente. La vera sfida degli operatori del settore robotaxi, così come dei produttori di auto a guida autonoma, sarà anche la capacità di gestione emergenziale. Infatti, con l’approvazione di queste norme, la competizione tra le aziende automobilistiche e i colossi tech non si baserà solo sulla bontà degli algoritmi e delle tecnologie, ma anche sulla capacità finanziaria e legale dei produttori di farsi carico dei rischi economici associati al software.
Sperimentazione a Monaco di Baviera
Nel frattempo Waymo, azienda di Google, sta gettando le basi per il suo servizio di ride-hailing completamente autonomo a Monaco di Baviera, in Germania. “Con oltre 20 milioni di viaggi completati e centinaia di migliaia di corse commerciali effettuate ogni settimana, stiamo portando la nostra tecnologia di guida autonoma in uno dei principali centri mondiali dell’ingegneria automobilistica e della mobilità urbana. Questo periodo di validazione garantirà che il Waymo Driver si adatti perfettamente alle specifiche condizioni di guida di Monaco, prima del nostro obiettivo di aprire il servizio commerciale al pubblico verso la fine del 2027“, scrive Waymo sul suo blog.












