Secondo Confesercenti abbiamo speso 1,8 miliardi di euro in più rispetto all'estate 2025 per fare il pieno di benzina o diesel negli spostamenti vacanzieri

Fino a 20 euro in più per un pieno
Vacanze estive carissime alla pompa di benzina. Gli italiani su strade ed autostrade sono stati costretti a sborsare il 21% in più per i rifornimenti nei mesi di luglio ed agosto, rispetto all’estate 2025. Lo scorso anno, un litro di benzina era intorno a 1,70 euro, mentre il diesel costava ancora meno, all’incirca 1,63 euro. Quest’anno un litro sta sopra o poco sotto i due euro, con punte di 3 euro nel caso di particolari tipo di gasolio. Insomma prezzi folli che hanno sottratto 1,8 miliardi di euro agli italiani in vacanza. Soldi sottratti ai consumi turistici, secondo la stima dell‘Ufficio economico Confesercenti, elaborata sulla base dei dati Mimit.
I costi del pieno: fino a 20 euro in più a macchina
Secondo l’ultima rilevazione Mimit del 23 agosto, sulla rete stradale in modalità self siamo a 2,010 euro al litro per la benzina e 2,130 per il gasolio. Se volessimo capire quanto può costare ad ognuno di noi fare un pieno, basta moltiplicare 50 litri di benzina al prezzo attuale contro quello che costava un anno fa e l’aggravio sarebbe di 14 euro in più, che sale a 20 euro per il diesel. Cifre importanti per il trasporto, non solo dei passeggeri, ma anche dell’autotrasporto.
Tensioni internazionali e rincari: le stime di Confcommercio
Purtroppo, nonostante gli interventi dell’Esecutivo sulle accise, i prezzi alla pompa hanno ripreso a crescere a causa della rottura della tregua tra Iran e Stati Uniti. Da quel momento, la benzina è aumentata del 10,8% e il gasolio del 12,4%, senza che le successive oscillazioni abbiano prodotto una reale inversione di tendenza. Il solo effetto di questa risalita vale circa 780 milioni di euro nei due mesi, secondo le considerazioni di Confcommercio, che però chiede “un intervento mirato e strutturale sulla fiscalità di carburanti ed energia, capace di attenuare gli shock e di evitare che i rincari si propaghino a catena su imprese, famiglie e consumi“.
Gli interventi del Governo e il nodo delle coperture
Ma senza l’intervento pubblico, le accise avrebbero aggravato la situazione, con una spesa di circa 300 milioni di euro in più. Un beneficio concentrato soprattutto sul gasolio, e che oggi torna ad interessare il Consiglio dei ministri dedicato proprio al caro carburanti. Ma il tema resta quel tesoretto da trovare per limare i prezzi. Infatti per il 25 e 26 agosto si sono utilizzati 20,8 milioni di euro per la copertura, derivati dal maggior gettito Iva realizzato nel mese di luglio, ma il CdM odierno dovrebbe prorogare per alcuni giorni le misure già in vigore, per consentire al governo di lavorare a un intervento più mirato.
Caro carburante: verso un sostegno per fasce più deboli
Insomma, si cerca di guadagnare tempo in cerca di una soluzione definitiva, ovvero di un intervento strutturale, destinato a supportare le fasce più deboli. L’obiettivo, spiegano fonti di Palazzo Chigi, “è predisporre una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l’intervento più efficace e selettivo“.












