Nel 2025 in Cina sono state vendute solo 900 Ferrari, meno del 7% delle vendite globali: Luce è stata pensata per quel mercato?

Ferrari Luce, nata per corteggiare l’élite economica cinese
Da una parte Montezemolo, in forte polemica con la scelta del brand che un tempo guidava, secondo cui sarebbe meglio togliere l’iconico logo Ferrari dal cofano di Luce. D’altra, l’attuale Ceo del marchio italiano, Vigna che definisce la prima Ferrari elettrica della storia “un’auto disruptive e innovativa, non copiata dai cinesi e che non ha niente a che fare con le auto elettriche di altri player“. Due commenti che definiscono il terreno di scontro di questi giorni nonostante gli ordini pare stiano già andando bene.
Polemiche su Ferrari Luce
Sicuramente questa ondata di polemiche, più agguerrita sui social che sui giornali che si occupano di auto, non fa bene alla mobilità elettrica. Infatti, pare quasi che la “colpa” di un design poco convincente sia della piattaforma elettrica, ma questo non ha proprio nulla a che fare con Luce: la piattaforma di una supercar come Ferrari nasce sul design del veicolo e non si adatta all’esistente come avviene con le altre vetture di serie.
Il commento più interessante proviene dal sito Carnewschina, che si occupa del mercato asiatico delle auto, il cui titolo di un articolo racconta un punto di vista originale: “Pensate che la Ferrari Luce sia brutta? La Ferrari l’ha costruita per riconquistare la Cina, non per voi”. L’articolo fa riferimento ai molti titoli dedicati a Luce, che sui social viene persino derisa ed accostata a vetture molto più economiche del passato, e neanche elettriche come la Fiat Multipla o BEV ma bruttine come la Nissan Leaf della prima ora.
Ferrari Luce per il mercato cinese
“La Ferrari ha perso la testa o ha in mente un piano intelligente per il futuro?“, scrive ancora in modo ironico il giornalista sul giornale cinese. Rileggendo la risposta di Vigna, sembra proprio di no. Ma allora è plausibile ipotizzare che il design di Luce scelto da Ferrari sia stato ispirato dai gusti del dirompente mercato cinese?
Enrico Galliera, responsabile marketing e commerciale di Ferrari, nel corso della presentazione ha detto che “il principale cliente a cui la casa automobilistica si rivolge è chi possiede già un’auto elettrica“. E qual è il paese del mondo dove le BEV sono ormai una realtà consolidata? Lasciamo stare la Norvegia, dove i numeri sono molto piccoli, perché stiamo parlando della Cina dove nel 2025 Ferrari ha venduto circa 900 auto, pari al 6,9% delle vendite complessive. Poco, rispetto al resto del mondo, in un Paese sconfinato.
Luce fatta per corteggiare i milionari cinesi
La nuova generazione ricca di cinesi non ama le auto a motore endotermico, molto difficili da immatricolare in Cina per limitarne la diffusione, mentre è a suo agio con le auto elettriche, silenziose, connesse, facili da guidare nella ricca e cosmopolita Shanghai, e meno roboanti. Infatti, dal 2022 quando Ferrati ha venduto 1.500 unità al 2025 le vendite sono scese di molto, motivo per cui serve un rilancio importante, perché i cinesi milionari desiderano quello status symbol nato nella civiltà occidentale. Con quelle forme da berlinona di lusso, più che da supercar, Luce potrebbe essere la soluzione che Cina e Ferrari stanno cercando.
Ma il mercato non è semplice da conquistare, visto che molti marchi domestici – preferiti dai cinesi – stanno producendo auto veloci e di lusso. Ad esempio, il brand Maextro di Huawei ha lanciato la S800 da 150mila dollari, mentre Nio offre la sua berlina ET9 con un prezzo fino a 120.000 dollari, e BYD vende la sua supercar Yangwang U9 a 265.000 dollari. Alcuni l’hanno persino paragonata alla Xiaomi YU7 GT un’auto da quasi mille cavalli (come Luce), solo che con il costo di una Luce se ne possono acquistare 12.
Stoccata alla Ferrari
Poi l’articolo chiude in modo ancora più incisivo, citando l’ex presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, che in un video diventato virale dopo aver visto Luce ha detto amareggiato: “Almeno i cinesi non la copieranno questa“. La questione, conclude l’articolo, non è se i cinesi la compreranno, ma che saranno “i ricchi cinesi a decidere il destino di Luce, non gli attuali proprietari della Ferrari“. Provocazione o verità? Saranno i futuri dati di vendita a darci la risposta.












