Rinnovabili • Dall’Istituto un supporto tecnico metodologico per la corretta redazione degli studi di impatto ambientale riguardanti gli impianti eolici a terra. Stabiliti criteri rigorosi per descrivere lo scenario di base, valutare le alternative progettuali e definire efficaci misure di mitigazione e monitoraggio ambientale. Rinnovabili • Dall’Istituto un supporto tecnico metodologico per la corretta redazione degli studi di impatto ambientale riguardanti gli impianti eolici a terra. Stabiliti criteri rigorosi per descrivere lo scenario di base, valutare le alternative progettuali e definire efficaci misure di mitigazione e monitoraggio ambientale.

Eolico onshore e studi di impatto ambientale, le linee guida ISPRA

Dall’Istituto un supporto tecnico metodologico per la corretta redazione degli studi di impatto ambientale riguardanti gli impianti eolici a terra. Stabiliti criteri rigorosi per descrivere lo scenario di base, valutare le alternative progettuali e definire efficaci misure di mitigazione e monitoraggio ambientale.

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Dall’Istituto un supporto tecnico metodologico per la corretta redazione degli studi di impatto ambientale riguardanti gli impianti eolici a terra. Stabiliti criteri rigorosi per descrivere lo scenario di base, valutare le alternative progettuali e definire efficaci misure di mitigazione e monitoraggio ambientale.
Foto di Jose Castaneda-Romero da Pixabay

Linee Guida per la redazione degli studi di impatto ambientale per l’eolico onshore

Studi di impatto ambientale (SIA) “completi e ben strutturati” permettono di facilitare la valutazione della compatibilità degli impianti rinnovabili, ottenendo iter autorizzativi più rapidi ed efficienti. Parte da questa considerazione il lavoro svolto in questi anni dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) a supporto della redazione di tali documenti.

Lavoro che si arricchisce oggi di un nuovo tassello: dopo le linee guida per i SIA di fotovoltaico ed agrivoltaico è la volta di quelle destinate all’eolico onshore o “a terra”. Il documento, scrive l’ISPRA, offre un riferimento tecnico‑metodologico per la compilazione degli studi di impatto, affinché i documenti finali contengano tutte le informazioni, i dati ed i riferimenti necessari.

“SIA completi – sottolinea l’istituto – comportano meno richieste di integrazioni, meno condizioni ambientali e, quindi, una velocizzazione dell’iter autorizzativo del permitting ambientale”.

10 aree di impatto da valutare

L’elemento innovativo? Per ogni tematica ambientale da considerare nello studio degli impatti, le linee guida forniscono una serie di informazioni di dettaglio collegate ai contenuti da inserire. Con l’obiettivo ultimo di fornire una corretta caratterizzazione dell’area in cui si inserisce il progetto, definire le relative misure di mitigazione ed elaborare un completo progetto di monitoraggio ambientale con cui seguire nel tempo gli effetti sull’ambiente.

Le tematiche ambientali prese in considerazione sono:

  1. Biodiversità;
  2. Suolo, uso del suolo e patrimonio agroalimentare;
  3. Geologia;
  4. Acque sotterranee;
  5. Acque superficiali;
  6. Clima, qualità dell’aria e modellistica, emissioni in atmosfera;
  7. Paesaggio, patrimonio culturale e beni materiali;
  8. Rumore;
  9. Vibrazioni;
  10. Campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.

Gli impatti cumulativi delle turbine eoliche

Una delle indicazioni interessanti riportata dal manuale ISPRA riguarda come valutare gli impatti cumulativi degli impianti eolici onshore, requisito obbligatorio per ciascuna delle tematiche sopracitate. Tale analisi ha l’obiettivo di stimare l’effetto complessivo generato dalla realizzazione dell’opera insieme alle pressioni preesistenti e a quelle derivanti da altre opere già approvate sul territorio.

Innanzitutto la valutazione deve estendersi sia all’area vasta (porzione di territorio in cui si esauriscono gli effetti significativi dell’opera) sia all’area di sito (superficie direttamente interessata dagli interventi). Devono essere presi in considerazione non solo altri parchi eolici existent o approvati, ma anche altre tipologie di impianti energetici – centrali fossili comprese -, infrastrutture lineari o puntuali e attività agricole o zootecniche.

In ambito ecologico, la valutazione cumulata mira a prevenire fenomeni di concentrazione eccessiva di aerogeneratori in zone circoscritte. Si deve, ad esempio, garantire un’adeguata spaziatura tra le singole turbine per eliminare il cosiddetto “effetto selva” e il disturbo percettivo, riducendo al contempo il rischio di collisione per uccelli e chirotteri. Bisogna valutare se la presenza di più impianti crei un ostacolo insormontabile che causi variazioni nelle traiettorie di volo e di migrazione delle specie e risulti necessario monitorare anche la mortalità correlata alle linee elettriche esistenti entro un raggio di 2 km dal sito.

La valutazione cumulativa sul paesaggio analizza invece come l’inserimento di nuove turbine eoliche interagisca con quelli già presenti, alterando la percezione complessiva del territorio. In questo caso si studiano le modifiche prevedibili allo skyline naturale o antropico e la mutazione nelle relazioni di intervisibilità. L’impatto viene qualificato in base a parametri quali altezza, configurazione geometrica, densità e alternanza tra spazi pieni e vuoti dei diversi parchi eolici vicini.

Inoltre, se nell’area sono già presenti altri impianti eolici, le analisi devono considerare il loro contributo sonoro con misurazioni ante operam. Infine, è necessario valutare l’impatto cumulato sul corpo idrico recettore nel caso di impermeabilizzazione del suolo per una serie di interventi realizzati nella stessa area e la presenza di sorgenti elettromagnetiche esistenti o approvate.

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About Author / Matteo Spagnolo

Matteo Spagnolo è un CEO con esperienza pluriennale nella guida di team e progetti ad alto impatto in cinque paesi: Italia, Germania, Spagna, Canada e Stati Uniti. Manager internazionale, determinato e orientato ai risultati, con una forte passione per le imprese guidate da uno scopo e capaci di generare valore per le persone e il pianeta. Ha ricoperto ruoli di leadership diretta nelle aree operations e sales, guidando processi complessi e team internazionali in contesti corporate e altamente competitivi. In Technogym ha gestito le attività operative e commerciali per la Business Unite principale del mercato nordamericano, con responsabilità su budget multimilionari e sulla riorganizzazione delle strategie go-to-market. Ha maturato inoltre esperienze significative in Hewlett Packard Enterprise e Oracle, con focus su strategie di crescita e gestione della domanda. È in possesso di un Executive Certificate in Operations del MIT Sloan School of Management. Attualmente è CEO di Orthodrome Group e Rinnovabili, testata giornalistica specializzata in energia e sostenibilità. Guida l’espansione nazionale e internazionale del brand, lo sviluppo di nuove business unit e l’innovazione dell’intero modello aziendale.