Rinnovabili • Noleggio auto fa da traino al settore automotive: 34% delle immatricolazioni sono flotte Rinnovabili • Noleggio auto fa da traino al settore automotive: 34% delle immatricolazioni sono flotte

Noleggio auto fa da traino al settore automotive: 34% delle immatricolazioni sono flotte

Il 25° Rapporto ANIASA fotografa un settore molto dinamico ed in crescita che sostiene le immatricolazioni nazionali di auto

Noleggio auto fa da traino al settore automotive: 34% delle immatricolazioni sono flotte
Immagine creata con IA

Noleggio auto: 34% delle immatricolazioni nazionali sono delle flotte

Il settore delle auto a noleggio è sempre più la locomotiva della transizione energetica dell’automotive. Secondo il 25° rapporto di ANIASA, sono oltre 1,5 milioni i veicoli delle flotte, che rappresentano il 34% delle immatricolazioni nazionali. Tradotto: lo svecchiamento del parco auto circolante passa anche e soprattutto dal noleggio. L’auto resta il mezzo fondamentale per la mobilità cittadina, turistica e aziendale del Paese. Che l’industria delle auto sia in una fase complessa e cruciale lo raccontano i dati, i numeri in rosso di molti brand europei che faticano nel passaggio epocale dal termico all’elettrico.

Lo svecchiamento del parco auto passa dal noleggio

Il dato più significativo in ottica ambientale riguarda la velocità di ricambio dei veicoli. Mentre la media nazionale dell’anzianità delle auto è di oltre 13 anni, le flotte a noleggio vengono rinnovate mediamente ogni 4 anni. Questo dinamismo ha effetti diretti sulla riduzione delle emissioni e anche sulla sicurezza stradale: auto più nuove significa auto più efficienti che riducono il rischio.

Altro dato da sottolineare che porta alla luce un trend degli ultimi anni è il progressivo passaggio dalla proprietà all’uso, con i clienti privati saliti a quota 185.000 (+4%), segnale di un cambio di mentalità, e forse di convenienza. Sul fronte delle alimentazioni, anche qui come nelle vendite, il diesel continua a calare (sceso al 28% delle immatricolazioni), mentre le motorizzazioni elettriche e plug-in hanno raggiunto complessivamente il 20% del mix.

Le criticità: car sharing in crisi e incertezze normative

ANIASA nel suo rapporto, però, evidenzia che nonostante il ruolo strategico, il settore sta affrontando sfide complesse. Il car sharing, un tempo pilastro della mobilità urbana sostenibile, attraversa oggi una fase critica: i noleggi sono crollati dai 13 milioni del 2019 a meno di 4 milioni, con una flotta ridotta del 70% rispetto al periodo pre-pandemia. Il comparto soffre per l’assenza di regole uniformi, costi operativi elevati e una fiscalità sfavorevole: IVA al 22% anziché al 10% come per il trasporto pubblico locale.

Il rischio di un effetto boomerang per la decarbonizzazione

L’associazione di Confindustria ha espresso forte preoccupazione per le possibili quote obbligatorie di elettrico imposte dall’UE per le flotte aziendali. Le ricordiamo: 45% al 2030 e 80% al 2035. Secondo il Presidente Italo Folonari, misure troppo rigide in assenza di infrastrutture adeguate e costi sostenibili rischierebbero di produrre l’effetto opposto: “Un rallentamento concreto del percorso di decarbonizzazione“, costringendo le aziende a rinviare il rinnovo delle flotte e favorendo il ritorno a veicoli datati.

Le proposte di ANIASA

Per sostenere il settore, l’Associazione auspica interventi mirati nella riforma tributaria del 2026, tra cui:

  • La revisione della deducibilità dei costi per le imprese.
  • L’adozione dell’aliquota IVA agevolata al 10% per il car sharing e il noleggio a breve termine con finalità turistiche.

Nuovi attori sul mercato

Infine, il rapporto evidenzia l’avanzata dei brand auto cinesi, che hanno raggiunto il 12,4% delle immatricolazioni totali nel settore, con un picco nel noleggio a breve termine dove una vettura su cinque arriva oggi dalla Cina.

Secondo il Presidente Fornari “un obbligo stringente, lontano dalle reali dinamiche di mercato, che potrebbe costringere gli operatori, soprattutto nel breve termine, a ridurre o rinviare ulteriormente il rinnovo delle flotte per via dei costi più elevati e delle difficoltà operative legate all’infrastruttura di ricarica. Il risultato sarebbe paradossale: meno ricambio del parco auto, aumento dell’anzianità dei veicoli in flotta, forti criticità per il turismo nei centri minori che necessita del noleggio a breve termine, un pericoloso ritorno al rimborso chilometrico con veicoli datati e possibili forme di evasione fiscale. Di fatto, un rallentamento concreto del percorso di decarbonizzazione“.

Rinnovabili •

About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.