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Sungrow, sfide e criticità della mobilità elettrica in Europa

A The Smarter E 2026 abbiamo intervistato un rappresentato di Sungrow per capire la situazione delle infrastrutture di ricarica delle auto elettriche in Europa

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Sungrow, sfide e criticità della mobilità elettrica in Europa
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Sungrow, l’impegno per la transizione nella mobilità elettrica

La transizione verso la mobilità elettrica in Europa si trova oggi a un bivio importante. Se da un lato la flotta di veicoli stradali continua a crescere, dall’altro emergono con forza i limiti infrastrutturali legati alle colonnine di ricarica e alla lungaggine dei processi di governance, con forti asimmetrie tra i Paesi del Continente.

Per capire come si stia muovendo il mercato e quali soluzioni tecnologiche guideranno i prossimi anni, a The Smarter E 2026 di Monaco, abbiamo intervistato Hristian Ivanov, Team Lead EV Charging South & Eastern Europe di Sungrow, colosso globale già leader nel settore degli inverter fotovoltaici e dei sistemi di accumulo.

Quali sono secondo la visione di Sungrow le sfide più importanti per accelerare la mobilità elettrica in queste regioni?

Le tematiche che riscontriamo nel Sud e nell’Est Europa sono per certi versi simili, sebbene non manchino differenze specifiche. Uno dei problemi principali e diffusi ovunque è la carenza infrastrutturale della rete elettrica: non sono in grado di trasportare o gestire grandi quantità di energia e mancano punti di connessione. Inoltre, i tempi per ottenere l’aumento di colonnine di ricarica e per la mobilità in generale sono ancora troppo lunghi. 

In alcuni dei Paesi più grandi stiamo notando che la potenza richiesta dalla mobilità elettrica sta iniziando a competere con quella necessaria per i data center. Per questo motivo, sia a livello europeo che nazionale, sarebbe fondamentale rendere molto più semplice e veloce l’assegnazione e l’assicurazione delle capacità energetiche nei punti in cui ce n’è più bisogno. 

Un’altra barriera importante è la mancanza di una chiara volontà politica in alcuni Paesi. Non arrivano segnali precisi e di lungo termine da parte dei governi riguardo all’elettrificazione delle flotte. È vero che eventi geopolitici come la guerra in Medio Oriente ci spingono indirettamente in avanti, ma si tratta di dinamiche di breve respiro, mentre il nostro settore ha bisogno di certezze strutturali. 

Se dovessimo fare una panoramica sui Paesi più critici dal punto di vista della governance, a quali si riferisci in particolare?

Il mercato polacco, ad esempio, è molto interessante. Lì c’è un forte impegno governativo per l’elettrificazione, in particolare per le flotte di camion, dato che il trasporto merci rappresenta una fetta importante del PIL polacco. In Polonia stanno arrivando fondi consistenti per dare una spinta decisiva al settore. Anche nei Paesi Baltici la maggior parte del lavoro iniziale di spinta è già stato fatto. 

Al contrario, ci sono mercati in cui gli incentivi mancano quasi completamente, come la Bulgaria, dove non c’è praticamente alcun sostegno per l’elettrificazione del parco auto. 

Per quanto riguarda Italia e Spagna, la situazione è diversa. Se guardiamo al segmento delle auto, i due Paesi sono ben posizionati per quanto riguarda il rapporto tra il numero di punti di ricarica e i veicoli elettrici attualmente in circolazione. La vera sfida in Italia e Spagna riguarda i mezzi pesanti: in questo segmento c’è ancora moltissimo lavoro da fare, soprattutto per accelerare il potenziamento e l’adeguamento della rete elettrica. 

Parliamo dell’integrazione tra energie rinnovabili e mobilità elettrica, un tema cruciale per evitare il sovraccarico della rete elettrica. Come risponde Sungrow a questa esigenza e quali soluzioni avete messo in campo?

La forza di Sungrow sta nel fatto di avere già un portafoglio prodotti completo e pronto all’uso. Sul versante fotovoltaico, offriamo inverter che coprono uno spettro che va da 1 kW fino a 8,8 MW. A questo affianchiamo soluzioni di storage sia per il settore residenziale che per il commerciale, l’industriale e i grandi parchi fotovoltaici. 

La nostra strategia è stata quella di integrare nativamente queste tecnologie con i nostri sistemi di ricarica EV. In questo modo siamo in grado di offrire un approccio one-stop shop, cioè un unico fornitore per l’intero ecosistema per qualsiasi esigenza: dalle flotte aziendali ai clienti residenziali, fino alla ricarica pubblica in zone critiche dove è difficile reperire la potenza elettrica necessaria. 

Inoltre, abbiamo portato l’alto livello di innovazione del settore fotovoltaico – che è un mercato molto più maturo – direttamente nel campo dei moduli di potenza e delle colonnine di ricarica. Abbiamo mutuato il design dei nostri inverter applicando alle colonnine un grado di protezione molto elevato, l’IP65. Questo significa che i nostri sistemi non hanno bisogno del filtro standard, riducendo drasticamente i costi operativi e allungando la vita utile della colonnina rispetto ad altri prodotti presenti sul mercato. 

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Il Vehicle-to-Grid è stato recentemente normato anche in Italia. In Germania e Olanda sono probabilmente più avanti. Secondo l’esperienza di Sungrow, quanto siamo vicini a un’applicazione su larga scala e come vi state preparando?

Sul V2G stiamo ricevendo segnali contrastanti e poco chiari, sia a livello europeo che globale. Se da un lato ci sono città e Paesi pionieri – come Londra o l’Olanda e la Germania, dove abbiamo visto progetti pilota già implementati e funzionanti -, dall’altro manca ancora una chiara direzione politica e aziendale sulle reali opportunità di questa tecnologia. C’è anche una discussione tecnica aperta sul fatto se il V2G debba svilupparsi prevalentemente in corrente continua o in corrente alternata. 

Dal punto di vista tecnologico, per Sungrow il V2G non rappresenta affatto una barriera. Anzi, abbiamo già fatto la maggior parte del lavoro di preparazione. Il V2G richiede fondamentalmente che il veicolo e la colonnina sappiano comunicare in modo bidirezionale con la rete elettrica. Noi, essendo uno dei più grandi produttori al mondo di inverter fotovoltaici, ci troviamo in una posizione di netto vantaggio. Saremo pronti a raccogliere i frutti di questa tecnologia non appena tutti gli attori si saranno allineati sui prossimi passi. 

Per l’automobilista finale si prospetta un risparmio economico reale? E chi beneficerà maggiormente del V2G: l’utente o la rete?

Quantificare il risparmio preciso per l’utente è difficile perché dipende da troppi fattori, in primis dalla struttura del mercato elettrico di ogni Paese. Ci sono mercati con tariffe dinamiche e mercati in cui l’utente residenziale ha solo due fasce tariffarie. 

I vantaggi dipendono dal contesto. Nei Paesi che soffrono di forti problemi di bilanciamento e regolazione delle frequenze di rete, le utility saranno inizialmente le grandi vincitrici. Questo però non esclude l’automobilista: se il sistema genera valore economico, la rete redistribuirà i guadagni remunerando l’utente per l’energia scambiata. Sarà un modello vantaggioso per tutti. 

L’elettrificazione dei mezzi pesanti e delle grandi flotte commerciali sarà il prossimo grande trend di investimento. Qual è la strategia di Sungrow per questo segmento nei prossimi 3-4 anni?

Per noi la chiave di volta è l’integrazione. Quando parliamo di mezzi pesanti, le potenze in gioco sono talmente elevate che se un proprietario di flotta dovesse richiedere una nuova connessione o una nuova cabina di trasformazione alla rete elettrica tradizionale, i tempi di attesa sarebbero biblici. 

Sungrow vuole posizionarsi come partner unico fornendo una soluzione integrata chiavi in mano che unisce fotovoltaico, sistemi di accumulo a batteria e colonnine ad alta potenza. Questa formula permette non solo di accelerare l’attivazione dell’hub di ricarica indipendentemente dalle dimensioni della flotta , ma garantisce anche un costo operativo nettamente inferiore. Alla fine, se guardiamo al costo livellato dell’energia, quella più economica e conveniente in assoluto resta sempre quella prodotta direttamente dal sole. 

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.