Ford ha brevettato un sistema innovativo che permette alle auto parcheggiate di rilevare minacce in avvicinamento e spostarsi autonomamente di pochi centimetri per evitare collisioni, attivando le telecamere di sicurezza in caso di urto inevitabile.

L’auto si sposta da solo ed evita la sportellata
Le auto parcheggiate in luoghi pubblici, purtroppo, possono essere oggetto di distrazione da parte degli altri automobilisti, o nei casi più gravi, di vandalismi. Sportellate, urti, graffi, manovre errate, carrelli della spesa. Insomma le variabili sono tante, e soprattutto quando le auto sono nuove possono essere fonte di dispiacere o arrabbiature per i proprietari colpiti dal danno.
Dalla casa americana Ford un brevetto che potrebbe modificare queste situazioni spiacevoli. Lo scorso maggio, infatti, la Ford Global Technologies ha presentato nell’ufficio brevetti americano USPTO, il System for Detecting Moving Objects, ovvero un sistema per il rilevamento di oggetti in movimento.
Come funziona brevetto Ford auto parcheggiata
Il sistema è pensato per evitare i classici micro-urti da parcheggio, trasformando l’auto da oggetto statico a reattivo. Il meccanismo brevettato si comporta in 4 modalità differenti, seguendo una scala di reazione a seconda della minaccia rilevata. Anche quando l’auto è spenta e parcheggiata, i sensori esterni rimangono attivi in modalità “sentinella”, scansionando l’ambiente circostante. Il computer di bordo calcola la traiettoria e la velocità degli oggetti in movimento nelle vicinanze.
Tramite sensori, telecamere esterne e radar già presenti a bordo dell’auto Ford per i sistemi di assistenza alla guida, l’auto calcola la traiettoria e se un carrello della spesa che rotola a causa del vento o un’auto che fa retromarcia troppo velocemente, è su rotta di collisione, viene classificato come minaccia.
Se un oggetto o un’altra vettura rischia l’impatto, la macchina parcheggiata prova ad attirare l’attenzione facendo lampeggiare i fari o suonando il clacson. Invece, se l’impatto è imminente e inevitabile – con probabilità stimata superiore al 90% – l’auto inserisce la marcia e si sposta autonomamente di pochi centimetri avanti o indietro, a patto che i sensori confermino che lo spazio circostante sia libero da ostacoli, marciapiedi o pedoni.
E se l’auto non potesse muoversi?
Ci saranno molte situazioni in cui l’auto sarà intrappolata e non avrà via di fuga, ad esempio in parcheggi multipiano ravvicinati o in strade congestionate. In questi casi, il sistema non cercherà di uscire dalla situazione di pericolo solo per il gusto di farlo. Invece, le telecamere e i sensori di bordo si attiveranno per registrare l’incidente, catturando video e dati che potrebbero rivelarsi preziosi per le richieste di risarcimento assicurativo o per eventuali controversie legali future.
Comunicazione con altre auto
E non è ancora tutto. Se il veicolo in avvicinamento è dotato di connettività veicolo-veicolo (V2V) o veicolo-tutto (V2X), il sistema Ford potrebbe inviare un segnale a tale veicolo per ordinargli di frenare o di correggere la traiettoria al fine di evitare completamente l’impatto. In questo caso, l’auto parcheggiata diventa parte di una rete di sicurezza più ampia.
Problemi da risolvere
Sebbene l’hardware per fare una cosa del genere esista già sulla maggior parte dei veicoli elettrici o di ultima generazione, l’applicazione reale di questo brevetto si scontra con ostacoli di natura legale e regolatoria. Ad esempio, se l’auto si sposta da sola per evitare un carrello e, facendolo, investe un pedone distratto o graffia un’altra macchina, di chi è la colpa? Del proprietario che non era nemmeno a bordo? Di Ford? In questo caso sarebbe da considerare come un’auto a guida autonoma, che nella maggior parte dei paesi del mondo non è ancora normata.
Quando arriverà in Europa
Come per ogni brevetto auto, la registrazione dell’idea non garantisce una produzione immediata in serie. La tecnologia richiede, infatti, il superamento di complessi nodi normativi e legali legati alla responsabilità civile in caso di spostamento autonomo del veicolo senza conducente a bordo.
Il caso Tesla
Tesla ha sviluppato un sistema simile, il sentry mode, la modalità sentinella che usa le telecamere esterne dell’auto per rilevare minacce mentre è parcheggiata. Come per Ford, se qualcuno si avvicina troppo o urta l’auto, i fari lampeggiano, viene riprodotto un suono d’allarme e le telecamere registrano l’accaduto salvando il video come per Ford. Ma la Tesla non si sposta da sola, anche se l’hardware necessario è già a bordo, manca il via libera software e legislativo per consentire all’auto di muoversi senza nessuno a bordo.












