Quali sono i metodi di ricarica dell'auto elettrica più sicuri contro frodi e clonazioni? Ve lo spieghiamo nel nostro articolo

Ricarica auto elettrica, i metodi più sicuri per evitare le truffe
Il fenomeno criminale delle tessere Rfid clonate mette in allarme le migliaia di utenti che le usano ogni giorno per la loro auto elettrica, ed allo stesso tempo costringe gli operatori energetici ad aumentare i livelli di sicurezza. Purtroppo ogni card fisica che si interfaccia con piattaforme digitali corre questo rischio, insito nella vulnerabilità di questa tecnologia. Allora come difendersi? Come evitare la clonazione?
Come avviene la clonazione
Dispositivi economici e facilmente reperibili – tra cui il più noto è Flipper, acquistabile online per circa 200 euro – sono in grado di leggere il codice identificativo UID, ovvero l’identificativo univoco di una tessera RFID in pochi millisecondi, semplicemente avvicinandosi alla tasca o al portafoglio della vittima.
Tuttavia, questo attacco funziona solo sulle tessere RFID che utilizzano protocolli a bassa frequenza a 125 kHz dove la colonnina si limita a leggere l’UID in chiaro senza effettuare una vera autenticazione mutua. Una volta copiato l’UID su una tessera vergine o emulato direttamente dal dispositivo, la colonnina riconoscerà il clone come la carta originale. Al contrario, le tessere più sicure utilizzano la crittografia: in questo caso il Flipper può leggere l’UID, ma non è in grado di decifrare le chiavi crittografiche necessarie per autorizzare la transazione.
Più sicura la ricarica tramite app dello smartphone
Un metodo migliore è certamente l’uso dell’app dello smartphone, estremamente più sicura rispetto alla tessera fisica, poiché protetta dalle barriere di sicurezza dello smartphone stesso, come crittografia, dati biometrici, autenticazione a due fattori. Le app dei provider sono protette dai sistemi di sicurezza del telefono (come il riconoscimento facciale o l’impronta digitale) e utilizzano connessioni crittografate difficili da intercettare. Un’altra ottima alternativa è il pagamento diretto tramite carta di credito o bancomat contactless, se la colonnina è dotata di POS abilitato.
Attenzione al QR Code
Fare attenzione invece anche all’abilitazione tramite QR code, il sistema che permette il pagamento inquadrando il codice con la fotocamera dello smartphone che riporta ad una pagina di pagamento.
Infatti, il fenomeno del “Quishing” è diffuso sulle colonnine di ricarica: i malintenzionati possono incollare adesivi con QR code falsi sopra quelli originali per reindirizzare gli utenti su siti clone e rubare i dati della carta di credito. Il QR code è sicuro solo se viene scansionato direttamente dall’interno dell’app ufficiale del provider e non con la fotocamera del telefono.
Massima sicurezza col Plug & Charge
La tecnologia più blindata in assoluto è oggi il sistema Plug & Charge. Con questa modalità, l’automobilista non deve fare nulla: basta inserire il cavo e l’auto si autentica da sola, scambiando i dati direttamente con la colonnina.
Questo protocollo (certificato dallo standard internazionale ISO 15118) si basa su certificati digitali e chiavi crittografiche asimmetriche impossibili da clonare. Il contratto di ricarica è associato in modo univoco al telaio del veicolo, che comunica direttamente con la piattaforma di back-end del gestore. Pur essendo il sistema migliore, non è ancora universale: deve essere supportato sia dal modello di auto elettrica sia dalla colonnina di ricarica.
Ricarica auto elettrica: mercato parallelo delle card
Il fenomeno criminale di Perugia, in realtà, ha aperto gli occhi degli inquirenti sul mercato parallelo illegale dei Kw in vendita. Su canali Telegram e piattaforme del dark web non è difficile imbattersi in annunci che promettono ricariche pubbliche a prezzi dimezzati, gestite da remoto dai truffatori utilizzando i codici delle tessere clonate.
Per arginare il fenomeno, i principali operatori energetici stanno correndo ai ripari implementando algoritmi di monitoraggio smart. Questi sistemi analizzano le sessioni in tempo reale e, se rilevano anomalie – come ad esempio due ricariche contemporanee effettuate con la stessa tessera in due città diverse – bloccano immediatamente la carta associata.












