Per il futuro questi impianti dovranno affrontare una forte concorrenza per l'uso dell'acqua.
Il district cooling è più sostenibile rispetto ai condizionatori d’aria centralizzati
L’idea non è certo nuova ma a Singapore sta rinascendo come soluzione alternativa all’aria condizionata. Il meccanismo del teleraffrescamento, o district cooling, risale ad almeno 140 anni fa. Nella città Stato da 20 anni viene sfruttato come strumento efficace a combattere le alte temperature, ora si parla di ampliarlo, accendendo i riflettori sull’adattamento climatico.
A Singapore il riscaldamento globale procede a una velocità doppia rispetto alla media globale e infatti l’esigenza del raffrescamento è particolarmente sentita. Il maggiore vantaggio del district cooling consiste nel fatto che la tecnologia utilizza meno elettricità rispetto ai condizionatori d’aria centralizzati e per questo motivo risulta molto utile nel piccolo Stato insulare, povero di risorse e perciò costretto a importare quasi tutta la propria energia.
Fino ad oggi a Singapore sono state costruite tubature sotterranee in almeno otto quartieri: la rete di Marina Bay, il sistema di teleraffrescamento più grande del mondo, ha iniziato a funzionare nel 2006. Il piano è estenderlo ad altri edifici, collegandoli al sistema esistente. Altri impianti separati verranno poi realizzati altrove in città.
In questo momento storico il teleraffrescamento sta guadagnando o riguadagnando terreno in tutto il mondo, in particolare in Medio Oriente, e, secondo alcune stime, il mercato dovrebbe raggiungere i 60 miliardi di dollari entro il 2034. La sicurezza energetica è al centro dell’attenzione anche a Singapore, che, da un lato, risente delle carenze energetiche causate dalla guerra in Iran; dall’altro, si prepara a un’estate eccezionalmente calda per via della previsione di un “super El Niño”.
La domanda di raffrescamento sta aumentando
“La domanda di raffrescamento sta aumentando con l’urbanizzazione, la crescita dei redditi, lo stress termico e l’espansione della superficie commerciale“, ha affermato a Bloomberg Lee Poh Seng, professore e direttore del dipartimento di ingegneria meccanica presso l’Università Nazionale di Singapore. La strategia di Singapore rivelerà tutto il suo potenziale se riuscirà a “dimostrare l’efficacia di sistemi di teleraffrescamento che offrano in modo credibile prestazioni energetiche, idriche, di carbonio, di comfort, affidabilità ed economicità in condizioni calde e umide“, ha detto ancora il professore.
Il mercato asiatico del district cooling
Il mercato locale per questa tecnologia potrebbe raddoppiare nel prossimo decennio rispetto alle quasi 323.000 tonnellate di refrigerazione odierne, secondo i calcoli di Engie, tra i più importanti operatori globali di tali impianti.
Engie gestisce due sistemi nel quartiere di Punggol, che sono in grado di raffrescare quasi 8.000 unità di edilizia popolare. L’azienda entro i prossimi dieci anni intende raddoppiare la capacità di teleraffrescamento a Singapore, in Malesia e nelle Filippine, ha dichiarato sempre a Bloomberg Jacques Boonen, amministratore delegato di Engie per le infrastrutture energetiche locali nel Sud-est asiatico.
Si prevede che il mercato del teleraffrescamento in Medio Oriente raggiungerà i 15 miliardi di dollari entro il 2027 e si stima che raddoppierà le sue dimensioni entro il 2030. Solo in Arabia Saudita, il raffrescamento rappresenta quasi il 50% del consumo totale annuo di elettricità negli edifici, quota che sale a circa il 70% nei periodi di picco della domanda, registrando il tasso di utilizzo dell’aria condizionata più alto al mondo. Con una pipeline di progetti del valore di 2,32 miliardi di dollari e sviluppi storici in corso, il regno sta investendo massicciamente nel teleraffrescamento nell’ambito dell’agenda di efficienza energetica Vision 2030.
I limiti del district cooling
Sebbene i sistemi di energia distrettuale siano ampiamente utilizzati e studiati per il riscaldamento (teleriscaldamento), la loro applicazione per il raffrescamento (teleraffrescamento) è stata finora limitata principalmente ai Paesi con climi tropicali. Tuttavia, con l’aumento delle temperature globali, l’urbanizzazione e lo stress termico, la domanda di aria condizionata sta crescendo rapidamente anche nelle zone a clima temperato. Nelle città la norma è l’uso di condizionatori d’aria individuali o centralizzati per singolo edificio, che però sono meno efficienti, aumentano i picchi di domanda elettrica e alimentano l’effetto “isola di calore” urbana.
Il teleraffrescamento centralizzato offre enormi vantaggi, ma la diffusione si scontra con barriere ancora significative: alti costi di investimento iniziali, la necessità di complesse reti di tubature sotterranee e la difficoltà di pianificare una gestione ottimale (dispacciamento) in contesti in cui ci sono ancora poche applicazioni esistenti. Dopo la diffusione del primo sistema centralizzato di Singapore per l’edilizia popolare nel 2023, i residenti degli appartamenti si sono lamentati di perdite d’acqua e di unità che emettevano aria calda.
La forte concorrenza per l’uso dell’acqua
La pianificazione strategica assistita da algoritmi di ottimizzazione è quindi fondamentale per rendere i sistemi di teleraffrescamento economicamente sostenibili. Tuttavia, gli autori di uno studio scientifico pubblicato nel 2025 avevano evidenziato che per il futuro questi impianti dovranno affrontare una forte concorrenza per l’uso dell’acqua, una risorsa sempre più contesa a livello globale a causa dell’esplosione dei data center e del generale sovrautilizzo idrico nelle aree urbane.













