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Le emissioni di CO2 dei combustibili fossili toccano il record nel 2025

La crescita delle emissioni di gas naturale sembra essere tornata ai livelli registrati prima dell'invasione russa dell'Ucraina.

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Le emissioni globali di CO2 derivanti dai combustibili fossili dovrebbero salire del 1,1% nel 2025, toccando un nuovo record. A rivelarlo è l’ultimo rapporto del Global Carbon Project, che prevede 38,1 miliardi di tonnellate di emissioni di carbonio per quest’anno. La ricerca sottolinea che la decarbonizzazione del sistema energetico progredisce in molti Paesi ma purtroppo non abbastanza per rispondere alla crescita della domanda globale di energia.

In crescita le emissioni globali di CO2 dei combustibili fossili

La crescita delle emissioni globali di CO2 derivanti dalla combustione di fonti fossili si conferma una tendenza persistente a seguito della ripresa post-pandemica del 2021. L’aumento previsto per il 2025 si spiega alla luce dell’incremento nell’utilizzo di tutti i tipi di combustibili (carbone, petrolio e gas). Il rapporto prevede che le emissioni di carbone aumenteranno dello 0,8% quest’anno. Le emissioni derivanti dal petrolio cresceranno dell’1,0%, con aumenti in tutte le regioni del mondo.

Emissioni di gas naturale tornate ai livelli pre-guerra in Ucraina

Quelle di gas naturale aumenteranno dell’1,3% (intervallo compreso tra lo 0,0% e il 2,5%), con aumenti in Cina, Stati Uniti, Unione Europea e resto del mondo, ma scenderanno in India. La crescita delle emissioni di gas naturale sembra essere tornata ai livelli registrati prima dell’invasione russa dell’Ucraina.

Esaurito il budget di carbonio

Il rapporto sostiene che il budget rimanente di carbonio per restare entro il grado e mezzo di riscaldamento globale è virtualmente esaurito. Considerato che le emissioni globali di CO2 nell’atmosfera continuano ad aumentare, la conseguenza è che anche aumenteranno anche i pericolosi effetti del riscaldamento globale sull’uomo e sul Pianeta.

Con le emissioni di CO2 in continuo aumento, mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi C non è più un’opzione verosimile“, ha affermato a Phy.org il professor Pierre Friedlingstein del Global Systems Institute di Exeter, principale autore dello studio. “Il bilancio di carbonio rimanente per 1,5 gradi C, ossia 170 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, sarà esaurito prima del 2030 al ritmo attuale delle emissioni“.

Minore capacità di assorbimento dei pozzi di carbonio

La ricerca prevede che le emissioni derivanti dal cambiamento dell’uso del suolo (come la deforestazione) scenderanno a 4,1 miliardi di tonnellate nel 2025. Per questo motivo le emissioni totali di CO2 saranno leggermente inferiori rispetto allo scorso anno. Il 2025 ha segnato la fine del modello climatico di El Niño, responsabile di aver causato tra il 2023 e il 2024 ondate di calore e siccità in molte regioni. Quest’anno dunque l’assorbimento di carbonio da parte degli ecosistemi naturali dovrebbe essere tornata ai livelli precedenti al 2023-24.

La conseguenza sarebbe stata per quest’anno una maggiore capacità di assorbimento di CO2 dei cossiddetti pozzi di carbonio. Tuttavia, la tendenza sul lungo termine va nella direzione opposta. Sempre su questo punto, Nature ha pubblicato uno studio che ha valutato l’impatto dei cambiamenti climatici sui pozzi di carbonio naturali. Lo studio ha dimostrato che l’8% dell’aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera dal 1960 ad oggi dipende proprio dall’indebolimento della capacità di assorbimento dei pozzi di carbonio terrestri e dell’oceano.

Emissioni in aumento nell’UE e USA

Si prevede che nel 2025 le emissioni di CO2 aumenteranno negli Stati Uniti e nell’Unione Europea, in contrasto con le tendenze in calo sul lungo termine. Negli USA saliranno dell’1,9% e nell’Unione Europea dello 0,4% rispetto al 2024. Negli ultimi anni le emissioni in queste due regioni geografiche erano calate ma diversi fattori, prima di tutto di natura climatica, hanno determinato un aumento nel 2025.

In Europa l’uso del carbone continua a diminuire e l’energia solare è in espansione. La bassa produzione di energia idroelettrica ed eolica, dovuta alle condizioni meteorologiche, avrebbe però causato un aumento della produzione di elettricità da gas naturale. Inoltre, nel 2025 abbiamo avuto un mese di febbraio relativamente freddo e questo ha spinto verso un maggiore utilizzo di gas naturale per il riscaldamento degli ambienti.

Negli Stati Uniti si è verificato un inizio d’anno più freddo a seguito di un 2024 mite. Questo ha portato a un maggiore fabbisogno di riscaldamento. Inoltre, i prezzi più elevati del gas naturale dovuti in gran parte all’aumento della capacità di esportazione di gas naturale liquefatto hanno determinato un maggiore utilizzo del carbone.

Emissioni di CO2 in Asia nel 2025

Si prevede che le emissioni della Cina aumenteranno dello 0,4% nel 2025, evidenziando una crescita più lenta rispetto agli ultimi anni, a causa dell’aumento moderato dei consumi energetici abbinato a una crescita straordinaria delle energie rinnovabili. Le emissioni dell’India aumenteranno dell’1,4%, anche in questo caso meno degli altri anni. Il grande incremento delle energie rinnovabili e altri fattori meteorologici hanno hanno determinato una crescita più contenuta del consumo di carbone. Le emissioni del Giappone, invece, dovrebbero calare del 2,2%, in linea con i trend recenti.

Vai al report Global Carbon Project 2025

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