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I legislatori dell’UE votano per un obiettivo climatico annacquato per il 2040

I membri polacchi, francesi, italiani, rumeni, ungheresi e bulgari del PPE avevano chiesto di abbassare ancora di più l'obiettivo di riduzione delle emissioni dell'UE dal 90 all'83% entro il 2040.

I legislatori dell'UE votano per un obiettivo climatico annacquato per il 2040
Foto di Denis LOMME. Copyright: © Unione Europea 2025 – Fonte: EP

I legislatori europei hanno appena approvato l’obiettivo climatico al 2040 dell’Unione Europea. Il Parlamento dell’UE ha quindi adottato la proposta della Commissione per la modifica della legge europea sul clima, stabilendo un nuovo obiettivo vincolante di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 90% entro l’anno 2040 rispetto ai livelli del 1990.

Il Parlamento dell’UE si è espresso a favore di un indebolimento dell’obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni per raggiungere la neutralità climatica dell’UE entro il 2050.

Come arrivare all’obiettivo climatico al 2040?

  • A partire dal 2036, fino a cinque punti percentuali di riduzione delle emissioni potranno derivare da crediti di carbonio internazionali;
  • l’entrata in vigore del sistema di scambio di quote di emissione ETS2 viene rinviato al 2028;
  • Oogni due anni è prevista una revisione dei progressi compiuti, con la possibilità di rivedere l’obiettivo climatico al 2040;
  • Transizione verde e competitività dell’UE sono posti sullo stesso piano.

Maggiore flessibilità per gli Stati Membri

A votare la modifica delle legge sul clima è stata una maggioranza di legislatori centristi e di sinistra del Parlamento Europeo che hanno adottato la proposta della Commissione, nonostante i deputati di destra abbiano provato ad affossarla del tutto. Il testo riprende il compromesso raggiunto tra i Ministri dell’Ambiente dell’UE a inizio novembre.

L’obiettivo, quindi, viene così ristabilito: l’UE dovrebbe ridurre le emissioni interne dell’85% rispetto ai livelli del 1990 e, punto molto controverso, dal 2036 i Paesi Membri potranno esternalizzare i restanti cinque punti percentuali all’estero attraverso l’acquisto di compensazioni di carbonio internazionali. Le compensazioni ammesse sono crediti di carbonio internazionali di alta qualità provenienti da Paesi partner. La Commissione, però, aveva proposto di coprire un massino di tre punti percentuali attraverso le compensazioni all’estero.

Le rimozioni permanenti di carbonio a livello nazionale potranno compensare le emissioni difficili da ridurre nei settori coperti dal sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE (ETS). Inoltre, agli Stati del’UE sarà riconosciuta una maggiore flessibilità tra settori dell’economia e riguardo gli strumenti per raggiungere gli obiettivi. Significa che le emissioni difficili da abbattere per un settore potranno essere compensate da mitigazioni in altri settori. Il Parlamento ha votato anche per posticipare di un anno, dal 2027 al 2028, l’introduzione del nuovo sistema di scambio delle quote d’emissione ETS2, che coprirà le emissioni di CO2 derivanti dagli edifici e dal trasporto stradale.

Revisione dell’obiettivo climatico al 2040

I parlamentari dell’UE hanno chiesto alla Commissione inoltre di valutare ogni due anni i progressi compiuti verso gli obiettivi intermedi, alla luce dei dati scientifici, degli sviluppi tecnologici e della competitività internazionale dell’UE. La revisione servirà a esaminare lo stato effettivo delle riduzioni nette a livello UE rispetto a quanto necessario per conseguire l’obiettivo 2040.

Le valutazioni terranno conto anche delle eventuali difficoltà che potranno emergere e del potenziale di miglioramento della competitività industriale europea e dell’andamento dei prezzi dell’energia. Sulla base della revisione, la Commissione potrà proporre di rivedere ancora la legge europea sul clima.

Boccone amaro per gli eurodeputati di destra

Il documento approvato dal Parlamento UE è una sconfitta per gli eurodeputati favorevoli a fissare un obiettivo climatico più ambizioso. Come riporta Politico, l’eurodeputata portoghese Catarina Martins ha affermato che l’obiettivo adottato giovedì è “una farsa” perché “con così tanti meccanismi di flessibilità inclusi, non vi è alcuna garanzia di una vera riduzione [delle emissioni] entro la scadenza del 2040“. Anche l’eurodeputata austriaca dei Verdi, Lena Schilling, ha ammesso che il prezzo da pagare per arrivare a un compromesso è stato alto.

I membri polacchi, francesi, italiani, rumeni, ungheresi e bulgari del PPE avevano chiesto di abbassare ancora di più l’obiettivo di riduzione delle emissioni dell’UE dal 90 all’83% entro il 2040. L’emendamento, tuttavia, non è passato. Adesso il testo approvato dagli eurodeputati dovrà affrontare i negoziati interistituzionali tra il Parlamento e il Consiglio dell’UE prima di poter diventare legge.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.