Dal 3 agosto entra in funzione a Bergamo l'e-BRT, la linea rapida ecologica su gomma finanziata dal PNRR. Il progetto dell'Agenzia TPL diventa un modello studiato anche da altre città italiane.

Autobus rapido elettrico, il modello di Bergamo fa scuola nel resto d’Italia
E’ stato già definito il modello Bergamo. L’e-BRT, Electric Bus Rapid Transit, attivo nella città lombarda è uno dei progetti simbolo della transizione ecologica e della modernizzazione del trasporto pubblico locale in Italia, sviluppato dall’Agenzia TPL del Bacino di Bergamo e finanziato con i fondi del PNRR. Si tratta di un sistema di trasporto rapido su gomma, al 100% elettrico che unisce la flessibilità di un autobus elettrico alle prestazioni e alla regolarità di un tram o di una metropolitana leggera.
Come funziona il “modello Bergamo”
L’e-BRT viaggia in gran parte su corsie dedicate e protette, con un sistema di priorità ai semafori che riduce i tempi di percorrenza e garantisce un’elevata puntualità. Per svolgere il servizio sono stati usati solo autobus elettrici di ultima generazione, a zero emissioni dirette e ad altissimo comfort. Sono dotati di impianti di climatizzazione, prese di ricarica USB e accessibilità totale. Il servizio ha l’obiettivo di offrire corse frequenti e ad alta frequenza, pensate per intercettare grandi flussi di pendolari negli orari di punta.
“L’avvio dei test dell’e-BRT dal 3 agosto, insieme alla riorganizzazione delle linee urbane ed extraurbane, non è un semplice aggiustamento di orari. Si tratta di una trasformazione strutturale pensata per abituare gradualmente la cittadinanza a una mobilità innovativa“, ha dichiarato Vezio Guidobono, Direttore dell’Agenzia TPL di Bergamo.
e-BRT Bergamo: percorso e territorio
Il tracciato è stato studiato per collegare strategicamente la città di Bergamo con la sua provincia servendo snodi cruciali:
- Stazione di Bergamo: Interscambio principale con treni, bus extraurbani e le linee tramviarie (T1 e la futura T2).
- Poli universitari e della ricerca: Fondamentale per il collegamento con i campus dell’Università degli Studi di Bergamo e i poli di innovazione tecnologica.
- Aree ad alta densità abitativa e commerciale: Un’alternativa concreta all’uso dell’auto privata per migliaia di studenti e lavoratori.
e-BRT Bergamo, perché fa scuola in Italia
Il progetto dell’Agenzia TPL di Bergamo viene analizzato con molta attenzione da altre amministrazioni e aziende di trasporto italiane per diversi motivi. Al di là del fatto che è stato ideato e messo su strada facendo ricorso ai fondi PNRR, rispetto a una linea tramviaria su rotaia o a una metropolitana, l’e-BRT richiede tempi di cantierizzazione più ridotti e costi infrastrutturali inferiori, garantendo comunque una portata e una velocità commerciale elevate. Di grande valore l’integrazione modale: si inserisce in un piano integrato dove tram, e-BRT, parcheggi dedicati, e piste ciclabili formano una rete interconnessa attorno al polo di interscambio della stazione.
Metromare: il buon esempio di Rimini
Tra le esperienze più mature e di successo in Italia spicca la Metromare di Rimini, vera e propria apripista per i sistemi BRT lungo la costa adriatica. Questa infrastruttura collega la stazione centrale di Rimini con quella di Riccione muovendosi lungo un tracciato interamente dedicato, protetto e affiancato alla linea ferroviaria, azzerando le interferenze con il traffico cittadino. Servita da mezzi elettrici snodati ad alta frequenza e accessibilità, la Metromare ha dimostrato come questo modello possa trasformare la mobilità stagionale e pendolare, tanto da aver avviato importanti estensioni verso la Fiera di Rimini a nord e il comune di Cattolica a sud.
Il BRT di Taranto: la svolta sostenibile del Sud
Nel Mezzogiorno, il progetto di Taranto rappresenta una delle applicazioni più interessanti in termini di riduzione dell’impatto urbano. La rete si articola su due grandi linee portanti – Linea Blu e Linea Rossa – che coprono oltre 80 km di tracciato, connettendo le periferie, i quartieri ad alta densità abitativa, il centro storico e le aree industriali della città. Grazie a una flotta di circa 50 autobus elettrici da 18 metri, corsie preferenziali e asservimento semaforico, il BRT tarantino nasce per offrire un’alternativa di massa all’auto privata, segnando un passo importante nella riconversione ecologica del capoluogo ionico.












