Domanda festiva ai minimi e produzione solare ai massimi provocano il fenomeno dei prezzi a zero. L’unico precedente nel 2025.

Energia elettrica “gratis” il 1° maggio per 6 ore
Il 1° maggio 2026, per circa sei ore, tra le 11 e le 17, in Italia abbiamo avuto energia elettrica “gratis“. Tradotto in termini più tecnici, il PUN Index indicato da GME si è attestato a 0 euro/MWh su tutto il territorio nazionale, con un impatto immediato sulla media giornaliera scesa a 87 euro/MWh, rispetto ai 106 euro/MWh del 30 aprile.
Si tratta della prima volta in cui l’azzeramento avviene simultaneamente in tutta Italia, dopo episodi analoghi registrati nei giorni precedenti nelle zone del Sud e delle isole. Il fenomeno, già osservato il 1° maggio del 2025, conferma una dinamica sempre più ricorrente nelle ore centrali della giornata primaverile.
L’andamento orario: da 140 euro a zero in poche ore
I dati del mercato del giorno prima mostrano una curva estremamente marcata. La giornata si apre con 122 euro/MWh all’1 di notte, per poi salire fino a 140 euro/MWh alle 6 del mattino.
Da quel momento inizia una discesa rapida: 129 euro alle 8, 100 euro alle 9, fino a 2 euro alle 10, prima dell’azzeramento completo alle 11. Il valore resta a zero fino alle 17, per poi tornare positivo con 7 euro alle 18 e risalire rapidamente in fascia serale fino a 126 euro alle 19, 145 euro alle 21, 149 euro alle 23, chiudendo a 140 euro/MWh.
La dinamica evidenzia una forte compressione dei prezzi nelle ore diurne e un recupero altrettanto rapido al calare della produzione solare.
Perché si arriva ad avere energia elettrica gratis
Il fenomeno dell’energia elettrica gratuita nelle ore centrali del giorno deriva da uno squilibrio tra domanda e offerta.
Dal lato della domanda, il giorno festivo riduce drasticamente i consumi, con fabbriche e uffici chiusi. Inoltre, le temperature miti di inizio maggio limitano l’utilizzo dei sistemi di climatizzazione, che nei mesi estivi rappresentano uno dei principali driver della domanda elettrica.
Dal lato dell’offerta, la produzione da fonti rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, raggiunge livelli elevati. Le condizioni di irraggiamento tipiche della stagione consentono agli impianti di operare a pieno regime, generando un surplus di energia rispetto al fabbisogno reale.
Come si forma il prezzo nel mercato elettrico
Nel mercato del giorno prima (MGP), gestito dal GME, il prezzo dell’energia si determina attraverso un meccanismo di merito economico. I produttori presentano offerte di vendita e i consumatori offerte di acquisto, indicando quantità e prezzo.
Le offerte vengono ordinate dalla più economica alla più costosa e accettate fino a coprire la domanda prevista. Il prezzo finale è determinato dall’ultima offerta accettata, cioè quella marginale.
Le rinnovabili, avendo costi marginali molto bassi, entrano per prime nel mercato e spiazzano le tecnologie più costose, come il gas. Nelle ore centrali, quando la produzione solare è massima, il prezzo marginale può quindi scendere fino allo zero.
Curtailment e stabilità della rete
Una conseguenza diretta della sovrapproduzione è il cosiddetto curtailment, ovvero la riduzione forzata della produzione da parte di alcuni impianti.
Il gestore della rete interviene per mantenere l’equilibrio tra energia immessa e prelevata, imponendo lo spegnimento temporaneo di alcune unità produttive. Questo intervento è remunerato, ma rappresenta un segnale di inefficienza del sistema in presenza di eccesso di offerta.
L’episodio del 1° maggio mostra chiaramente come la crescita delle rinnovabili richieda strumenti di gestione più avanzati.
Energia elettrica gratis: fenomeno diffuso in Europa, meno in Italia
Prezzi nulli o negativi non sono una novità nel panorama europeo. Nel 2025, la Spagna ha registrato circa 550 ore di prezzi negativi, la Francia oltre 500 e la Germania quasi 600.
In Italia, invece, il prezzo non può ancora scendere sotto lo zero per ragioni normative. Tuttavia, l’episodio del PUN Index a zero indica una progressiva convergenza verso le dinamiche europee, legate all’aumento della generazione rinnovabile.
Un rischio per la tenuta del mercato
Se da un lato l’energia elettrica gratis può tradursi in un beneficio per i consumatori, dall’altro pone criticità per gli operatori.
Gli impianti che vendono energia esclusivamente sul mercato, senza contratti a prezzo fisso o incentivi, rischiano infatti di non generare ricavi nelle ore di prezzo nullo. Questo può incidere sulla sostenibilità economica degli investimenti e rallentare lo sviluppo di nuova capacità rinnovabile.
Va tuttavia considerato che gran parte degli impianti in esercizio beneficia di meccanismi di supporto che mitigano questo rischio.
La soluzione: accumuli e flessibilità del sistema
La gestione di questi fenomeni passa attraverso lo sviluppo dei sistemi di accumulo. Le batterie consentono di immagazzinare l’energia in eccesso nelle ore di sovrapproduzione e rilasciarla quando la domanda cresce e la produzione cala.
In Italia, il percorso è già avviato. Terna ha lanciato il MACSE, il meccanismo di approvvigionamento di capacità di stoccaggio, con le prime aste svolte nel 2025. Tuttavia, le prime installazioni operative sono previste non prima del 2028, lasciando ancora aperta la sfida della gestione dei picchi di produzione rinnovabile nel breve periodo.
L’episodio del 1° maggio conferma quindi una trasformazione strutturale del sistema elettrico: l’aumento delle rinnovabili rende sempre più frequenti situazioni di prezzi estremamente bassi, imponendo un’evoluzione parallela delle infrastrutture e dei modelli di mercato.












