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Antitrust, maxi multa da 936 mln alle compagnie petrolifere per cartello sul prezzo del bio

L’Antitrust infligge una maxi multa da 936 mln a Eni, Esso, Ip, Q8, Saras e Tamoil per cartello sulla componente bio dei carburanti.

Antitrust, maxi multa da 936 mln alle compagnie petrolifere per cartello sul prezzo carburante.
Antitrust, maxi multa a compagnie petrolifere – fonte pixabay

L’Antitrust ha accertato un cartello tra le principali compagnie petrolifere italiane e ha comminato una maxi multa da oltre 936 milioni di euro. L’istruttoria, avviata grazie a un whistleblower, ha riguardato Eni, Esso, Ip, Q8, Saras e Tamoil. Le società si sono coordinate nel determinare il valore della componente bio inserita nel prezzo del carburante. Il cartello è durato dal gennaio 2020 al giugno 2023, e solo Iplom e Repsol sono state escluse dalle sanzioni. Qui si può scaricare il provvedimento completo.

Sanzioni record dall’Antitrust

Secondo la nota pubblicata dall’Antitrust, la pratica restrittiva della concorrenza ha coinvolto le più rilevanti compagnie petrolifere operanti in Italia. L’Autorità ha applicato sanzioni per 936.659.087 euro complessivi. Le multe sono così ripartite: Eni 336.214.660 euro, Esso 129.363.561 euro, Ip 163.669.804 euro, Q8 172.592.363 euro, Saras 43.788.944 euro e Tamoil 91.029.755 euro. La decisione si fonda sull’articolo 2 della legge 287/1990 e sull’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Entrambi vietano le intese che limitano la concorrenza e alterano il mercato.

La componente bio e l’impatto sui prezzi

Il provvedimento chiarisce che il cartello dei prezzi di carburante riguarda la determinazione del valore della componente bio, introdotta dalle compagnie per rispettare gli obblighi normativi in materia di miscelazione dei biocarburanti. Questo valore è passato da circa 20 €/mc nel 2019 a circa 60 €/mc nel 2023. Secondo l’Antitrust, gli aumenti sono stati resi possibili da scambi di informazioni diretti e indiretti tra le imprese, con rialzi quasi contestuali applicati da tutte le società coinvolte. L’effetto sul consumatore finale è stato un incremento significativo del prezzo alla pompa.

Le modalità di coordinamento tra compagnie petrolifere

L’indagine ha evidenziato che la pubblicazione puntuale del valore della componente bio in diversi articoli ha facilitato il coordinamento tra le imprese. ENI ha comunicato i dati ripresi negli articoli, consentendo agli altri operatori di adeguare in modo uniforme i propri prezzi. L’Antitrust ha ritenuto questo flusso informativo uno strumento per mantenere allineati gli aumenti, in violazione della concorrenza. Il provvedimento sottolinea che il cartello è stato attivo per oltre tre anni, dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2023.

Dall’Antitrust, provvedimento per riequilibrare il mercato

L’intervento mira a ristabilire condizioni di mercato corrette e a tutelare i consumatori da pratiche lesive. L’Antitrust evidenzia come i comportamenti accertati abbiano inciso direttamente sulla trasparenza e sulla competitività del settore, così da compromettere l’equilibrio della filiera e pesando sul prezzo finale dei carburanti per autotrazione.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.