RWE è stato uno dei protagonisti di KEY – The Energy Transition Expo 2026, evento di riferimento in Europa e nel bacino del Mediterraneo per le tecnologie, i servizi e le soluzioni al servizio della transizione energetica

Coniugare la sicurezza degli approvvigionamenti con la tutela del clima grazie a un solido portafoglio di asset rinnovabili in esercizio e una pipeline di progetti in rapida accelerazione. E grazie anche all’integrazione di tecnologie di frontiera come l’agrivoltaico, che armonizza la produzione elettrica con la vocazione agricola dei territori. Sono i pilastri che definiscono la strategia di RWE attore chiave della transizione energetica nazionale. L’azienda è stata uno dei protagonisti di KEY – The Energy Transition Expo 2026, evento di riferimento in Europa e nel bacino del Mediterraneo per le tecnologie, i servizi e le soluzioni al servizio della transizione.
Una partecipazione all’insegna della disseminazione culturale, con l’obiettivo non solo di raccontare progetti e obiettivi realizzati nel Belpaese, ma anche di creare consapevolezza e diffondere know-how. Sì, perché il focus di RWE è da sempre creare valore sul territorio per il territorio stesso, utilizzando gli strumenti della competenza, della qualità progettuale e della professionalità. Un approccio premiante, dal momento che la società in Italia può già contare su una capacità installata totale di 589 MW.
Dai risultati 2025 allo sprint 2026
Il 2025 ha rappresentato un anno di consolidamento e crescita per RWE Italia, segnato dall’entrata in esercizio di nuovi impianti e dall’avvio di progetti che hanno ampliato la pipeline di sviluppo nel Paese.
Uno dei risultati più rilevanti è stata la messa in esercizio del parco fotovoltaico Bosco, il primo impianto solare realizzato dalla società in Italia. Situato nel comune di Partinico, in provincia di Palermo, l’impianto ha una capacità di 8,3 MWac ed è composto da circa 15.000 moduli fotovoltaici bifacciali installati su un’area di circa 16 ettari. La produzione di energia è stimata sufficiente a coprire il fabbisogno di circa 7.000 famiglie. Il progetto è stato sviluppato in tempi relativamente rapidi: il processo autorizzativo ha consentito di raggiungere lo stato di “ready to build” in meno di 18 mesi, mentre la costruzione è stata completata in circa dieci mesi. L’impianto è stato progettato anche con soluzioni orientate alla tutela della biodiversità locale, tra cui una recinzione che consente il passaggio della fauna selvatica.
Sempre nel 2025 è entrato in esercizio anche il parco eolico Mondonuovo, situato nel comune di Mesagne, in provincia di Brindisi. L’impianto è stato completato a circa un anno dall’avvio dei lavori e ha una capacità di 53,1 MW, in grado di assicurare il fabbisogno energetico di circa 55.000 famiglie.
Accanto agli impianti entrati in esercizio, il 2025 è stato anche l’anno in cui RWE ha avviato nuovi progetti destinati a rafforzare ulteriormente la propria presenza nel mercato italiano delle rinnovabili. Tra questi figurano i primi impianti agrivoltaici commerciali sviluppati dalla società nel Paese, Morcone e Acquafredda, entrambi in Campania: oltre 32.000 moduli fotovoltaici — per una capacità complessiva di 19,1 MW — montati su strutture sopraelevate per consentire la continuità delle attività agricole sotto i pannelli. Per entrambi si prevede l’entrata in esercizio nel corso della prima parte dell’anno.

Il 2025 è stato inoltre caratterizzato da importanti successi nelle procedure competitive statali. La società si è aggiudicata due progetti eolici onshore nell’ultima asta FER1, per una capacità complessiva di circa 93 MW, destinati a entrare nelle successive fasi di sviluppo e realizzazione.
Un ulteriore passo nella crescita della pipeline è arrivato con l’aggiudicazione nell’asta FER-X di quattro progetti eolici e fotovoltaici per una capacità complessiva di circa 68 MW. Parliamo dell’eolico Serra Giannina in Basilicata, dei parchi fotovoltaici Ponte Valentino 1 e Ponte Valentino 2 in Campania (con una capacità complessiva di circa 19 MW) e del progetto agrivoltaico Carcitella in Sicilia da 8 MW.
Risultati che faranno del 2026 un ulteriore anno di crescita e successi. E lo dimostrano da subito i numeri dell’attuale capacità in costruzione: 235 MW, il doppio di quella dello scorso anno.
Tra i principali cantieri aperti figurano già i parchi eolici Serra Palino in Puglia e Venusia in Basilicata. Il primo avrà una capacità di 47 MW, mentre il secondo raggiungerà i 45 MW. Entrambi gli impianti prevedono l’installazione di turbine eoliche di nuova generazione e, una volta completati, potranno fornire energia rinnovabile sufficiente ad alimentare oltre 80.000 famiglie. Cantiere aperto anche per il parco Alas in Sardegna, che prevede l’installazione di dieci turbine per una capacità complessiva di 66 MW.
Non solo. RWE continua a portare avanti anche l’impegno nell’agrivoltaico avanzato e lo fa con altri tre nuovi progetti agrivoltaici assegnati nell’ambito del programma PNRR. Si tratta degli impianti Acquafredda 2 in Campania, Enna Piscopo in Sicilia e Cave in Calabria, che prevedono una capacità complessiva di 30,2 MW.
Un impegno continuo nella transizione energetica nazionale che mantiene sempre alta l’attenzione sulla sostenibilità. La società opera lungo l’intero ciclo di vita dei progetti — dalla fase di sviluppo alla gestione operativa degli impianti — integrando misure per la tutela della biodiversità e per la riduzione dell’impatto ambientale, e portando avanti programmi di dialogo con le comunità locali.
RWE a KEY 2026, riflettori su know-how e competenze
Ma RWE non è solo tecnologia e impianti, è anche conoscenza condivisa, e la partecipazione a KEY 2026 si inserisce direttamente in questo contesto. La società ha accolto i principali player e stakeholder della filiera per un dialogo aperto sulle prospettive delle rinnovabili e sull’evoluzione dei mercati. Un’occasione per trasformare la visione industriale in confronto diretto, consolidando il ruolo dell’azienda come catalizzatore del cambiamento. E lo ha fatto attraverso una serie di momenti di approfondimento tecnico e istituzionale, che hanno tracciato la rotta per i prossimi anni.

L’innovazione tecnologica è stata uno dei temi al centro del dibattito, con un focus serrato sulle soluzioni più avanzate per vincere la sfida climatica. Attraverso gli interventi di ANEV, Nordex Group e Vestas, la società ha offerto un momento di sintesi tra ingegneria e strategia, esplorando le nuove frontiere dell’efficienza delle turbine. Parallelamente, RWE ha ribadito il suo impegno nell’eolico durante la Masterclass organizzata da ANEV, in cui Fabio Bevitori, Head of Operations Italy, ha condiviso le best practice aziendali su prevenzione e coordinamento, pilastri imprescindibili per la sicurezza operativa.
Nella cornice della Sala Diotallevi, RWE ha proiettato l’orizzonte oltre il 2030. Partendo dallo studio di Energy & Strategy – Politecnico di Milano, guidato da Davide Chiaroni, la tavola rotonda “2031: visione della transizione energetica dal futuro” ha analizzato l’efficacia delle misure normative correnti e gli scenari di sviluppo. Con la moderazione di Marco Mazzi, Head of Regulatory Affairs, RWE Renewables Italia, il convegno ha rappresentato un confronto di alto livello che ha visto Paolo Raia, Country Chair RWE Renewables Italia, dialogare con rappresentanti del Parlamento, di Terna, del MASE e delle principali associazioni di categoria. L’obiettivo? Definire una roadmap chiara per centrare i target di decarbonizzazione attraverso un coordinamento attento tra industria e istituzioni.
L’ultima giornata della fiera è stata dedicata alla dimensione umana e sociale del settore. Un dialogo tutto al femminile tra manager e professioniste — tra cui Ludovica Nigiotti, Head of Development Italy and Spain, RWE Renewables Italia e Rossana Tenerelli, Business Development and Stakeholder Engagement Team Lead — ha messo a fuoco l’importanza di visione e inclusione. Esperienze concrete di leadership che dimostrano come la transizione energetica sia, prima di tutto, un’evoluzione di competenze e prospettive condivise.













