Abbiamo solo rimandato. Promesse reciproche ma, per il momento, Trump non ha niente di concreto tra le mani.
Cosa prevede la bozza di memorandum
Il percorso verso un accordo tra USA e Iran passa da una bozza di memorandum in 14 punti concordata da Washington e Teheran. Il testo, trapelato da alcune agenzie, definisce il quadro di riferimento per porre fine alla guerra iniziata quando le forze statunitensi e israeliane hanno attaccato l’Iran il 28 febbraio. Il memorandum revoca il blocco statunitense contro l’Iran e prevede la riapertuta dello Stretto di Hormuz.
Il testo propone solo un quadro di riferimento, non è un accordo finale, e si prevede che i negoziati in questi 60 giorni servano a lavorare su più fronti, dal nucleare alle sanzioni, fino alla sicurezza regionale. Attraverso quest’intesa la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti si impegnano appunto a negoziare e a raggiungere un accordo finale entro un periodo massimo di 60 giorni, prorogabile di comune accordo. In teoria, il memorandum prevede il ripristino dei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz, ma lascia completamente scoperta la questione del nucleare. Quanto alle previsioni sul petrolio, ci vorrà tempo però prima che si torni ai livelli pre-crisi di 20 milioni di barili al giorno.
La bozza in 14 punti, visionata da Bloomberg, stabilisce che immediatamente dopo la firma del memorandum, che dovrebbe avvenire venerdì, gli Stati Uniti revocheranno il blocco navale. L’Iran invece adotterà immediatamente misure per garantire che il movimento delle navi mercantili dal Golfo Persico al Mar d’Oman e viceversa riprenda e torni ai volumi precedenti alla guerra, tenendo conto però del tempo necessario a rimuovere gli ostacoli tecnici e a neutralizzare le mine posizionate da Teheran (operazione che dovrebbe richiedere alcune settimane).
Un’intesa fragile pagata a caro prezzo
Trump ha garantito che l’Iran otterrà l’alleggerimento delle sanzioni solo se cambierà atteggiamento. La situazione resta molto precaria perché l’Iran in qualsiasi momento potrebbe tornare a bloccare Hormuz e la velocità con cui ha dimostrato di poterlo fare è stata sorprendente. Tuttavia, se davvero gli incentivi finanziari messi in campo potessero spingere Teheran a fare concessioni sul nucleare, allora Trump potrebbe arrivare a un accordo finale soddisfacente per gli Stati Uniti, anche se pagato a caro prezzo. Per il momento, però, non ha niente di concreto tra le mani.
“Pass VIP” a pagamento per Hormuz
Tra le idee che i funzionari statunitensi stanno discutendo per agevolare il ripristino del traffico delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, ci sarebbe un piano che offrirebbe una scorta alle navi attraverso un “pass VIP” a pagamento, secondo quanto sostiene Politico.
Il presidente Donald Trump e il capo di gabinetto della Casa Bianca, Susie Wiles, stanno vagliando una serie di idee per convincere gli armatori ad assumersi il rischio di attraversare lo stretto, mentre tra Stati Uniti e Iran proseguono i colloqui di pace. Il punto è convincere le compagnie assicurative a offrire coperture per il viaggio, un affare non tanto semplice.
Fondo da 300 miliardi di dollari per lo sviluppo dell’Iran
Il memorandum prevede anche che gli Stati Uniti, insieme ai loro partner regionali, si impegnino a creare un piano per lo sviluppo economico dell’Iran, attraverso un fondo da 300 miliardi di dollari. Anche il meccanismo di attuazione di tale piano farà parte dell’accordo finale e sarà formulato entro 60 giorni.
Il fondo sarebbe stato pensato come incentivo economico a concludere un accordo finale. Reuters rivela che più di metà dell’importo sarebbe già stata impegnata e che i finanziamenti deriveranno interamente dal settore privato. Dunque, questo fondo è più simile a uno strumento di investimento privato, non costituisce un programma di ricostruzione o di riparazione e non includerà denaro pubblico o sovvenzioni statali. Aziende con sede negli Stati Uniti, negli Stati arabi del Golfo, in Asia, in Sud America e in Africa avrebbero accettato di partecipare. Gli investimenti promessi riguardano energia, logistica, manifattura e trasporti.
Revoca delle sanzioni
Stati Uniti si sono impegnati affinché i fondi e i beni congelati dell’Iran siano sbloccati e resi pienamente disponibili e a revocare tutti i tipi di sanzioni applicate all’Iran, secondo una tempistica da concordare nell’ambito dell’accordo finale. Tra queste ci sono ancne le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e tutte le sanzioni unilaterali degli Stati Uniti, sia primarie che secondarie.
Subito dopo la firma dell’Intesa e fino alla data di revoca delle sanzioni, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti emetterà deroghe per le esportazioni di greggio iraniano, prodotti petrolchimici e loro derivati, e per tutti i servizi correlati, inclusi quelli bancari, assicurativi e di trasporto.
L’Iran ribadisce che non produrrà mai armi nucleari. Le sorti dell’uranio arricchito e in generale tutto ciò che riguarda il tema del nucleare saranno adeguatamente affrontati in un accordo finale.













