Nel 2034 dovrebbe aprire il Ponte sullo Stretto di Messina dopo 7,5 anni di lavori per la sua realizzazione

Ponte Stretto Messina si avvicina il si al progetto definitivo
Nuovi passi in avanti per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Entro il mese di settembre, il MIT e la società Stretto di Messina Spa avvieranno l’istruttoria per la delibera Cipess di approvazione del progetto definitivo del Ponte. A comunicarlo è lo stesso Ministero presieduto da Matteo Salvini: secondo il cronoprogramma nel 2034 avverrà l’apertura al pubblico, al termine di oltre 7 anni di lavori necessari alla costruzione dell’infrastruttura, oggetti di lunghe polemiche e rinvii, ormai da decenni.
Delibera Cipess
La delibera adottata dal CIPESS – Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile – rappresenta l’atto amministrativo chiave per l’approvazione del progetto e l’avvio delle fasi operative. L’orfano pubblico si occupa dell’approvazione formale del progetto definitivo dell’opera, comprensivo delle opere di collegamento stradale e ferroviario in Calabria e Sicilia; attesta anche la copertura finanziaria dell’intero intervento, il cui costo complessivo è quantificato in circa 13,5 miliardi di euro; sono sbloccati i contratti con il Contraente Generale e gli altri affidatari.

La nota del Ministero
“Ottenuto il visto di legittimità, la delibera Cipess diventerà efficace. Ciò consentirà, entro la fine dell’anno, l’avvio della fase realizzativa con la progettazione esecutiva e l’inizio del programma delle opere anticipate. Una volta completato, il Ponte genererà una nuova mobilità per la Sicilia e la Calabria, aprendo scenari innovativi per la qualità della vita, la mobilità e il tessuto produttivo dello Stretto e non solo”, evidenzia la nota diffusa dal Mit.
Ponte sullo Stretto: sostenitori e detrattori
Il dibattito sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina contrappone da decenni visioni diametralmente opposte sullo sviluppo del Paese. I sostenitori dell’opera ne evidenziano l’impatto strategico: il ponte garantirebbe una continuità territoriale permanente, abbattendo i tempi di percorrenza per passeggeri e merci tra la Sicilia, la Calabria e il resto d’Europa, oltre a completare il corridoio ferroviario trans-europeo Scandinavo-Mediterraneo. A questi aspetti si aggiungono le ricadute economiche positive, stimate in decine di migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti, l’attrazione di investimenti e il rilancio turistico e logistico di un’area storicamente penalizzata dall’isolamento.
Per contro, i detrattori contestano l’opera sottolineandone l’elevatissimo costo economico – stimato in 13.532 milioni di euro – che drenerebbe ingenti risorse pubbliche sottraendole a priorità ritenute più urgenti, come il potenziamento delle infrastrutture di base civili, idriche e di trasporto interno in Sicilia e Calabria. Si aggiungono poi forti preoccupazioni di natura ambientale e paesaggistica per un ecosistema fragile e protetto, insieme alle perplessità di ordine tecnico legate all’elevato rischio sismico e geologico della zona e ai dubbi sulla sostenibilità del Piano Economico Finanziario complessivo.












