Prezzo benzina si avvicina sempre più a quello del diesel: è l'effetto distorto della guerra in Iran

Prezzo benzina e diesel non c’è tregua per gli automobilisti
Sembra un duello, quello tra i prezzi di benzina e diesel. Più su, più giù. Confusione alla stazione di rifornimento tra gli automobilisti italiani che vedono i prezzi alla pompa alzarsi e abbassarsi neanche fossero le quotazioni di un titolo in Borsa. (Ecco come risparmiare). Intanto, prosegue il progressivo avvicinamento tra i prezzi della benzina e del gasolio, con la prima in rialzo e al massimo dal 10 ottobre 2023 e il secondo in calo sui livelli di quasi due mesi fa.
Prezzo benzina e diesel: come vanno
Secondo l’ultimo rilevamento, al 15 maggio la benzina self service sulla rete stradale è a 1,939 euro/litro (+3 millesimo rispetto a ieri), mentre il gasolio a 1,983 euro/litro (-5). Il Gpl è a 0,809 euro/litro (-1). Diversa la situazione in autostrada, dove la benzina self è a 2,017 euro (+6), il diesel a 2,068 euro (+1), il Gpl a 0,916 euro (-1).
Rincaro dell’alimentare
“La guerra in Iran ha i suoi effetti anche sul rialzo dei prezzi degli alimentari in Italia impattando in particolare sui prodotti freschi trasportati su gomma”, secondo Assoutenti che ha preso in esame i dati dell’Istat sull’inflazione di aprile, sottolineando che per alcuni prodotti si registrano aumenti a due cifre.
Beni alimentari più cari
Tra i beni alimentari che hanno subito i rincari maggiori ci sono in prima battuta i pomodori, i cui prezzi risultano in aumento del 33,6% su base annua, seguiti dalle melanzane (+28,5%) e dai piselli (+27,3%). I legumi salgono in media del 20,4%, i carciofi del 17,3%, i limoni del 14,2%. La sfilza di rincari prosegue con i fagiolini freschi (+14,1%), cavolfiori e broccoli (+13,4%), peperoni (+8,9%), carne bovina e uova (+8,3%)”.
I rialzi dei carburanti e dei costi di trasporto “sono stati scaricati sui consumatori finali attraverso rincari dei prezzi al dettaglio: per questo il governo deve proseguire sul taglio delle accise e agevolazioni per gli autotrasportatori e vigilare con la massima attenzione su speculazioni o andamenti anomali dei listini, per evitare un drammatico calo dei consumi che avrebbe conseguenze disastrose per l’economia italiana“, conclude il presidente Gabriele Melluso.
Critiche dal Codacons
Sono molti altri i rincari indiretti correlati al boom dei carburanti. Secondo le stime del Codacons, i traghetti segnano un +14,8%, il gas sale del +11,8%, mentre l’elettricità sul mercato libero sale del +8,2%; i combustibili liquidi rincarano addirittura del +38,1% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Alcune voci registrano invece un sensibile calo: è il caso del trasporto aereo, col crollo della domanda di viaggi che sta portando ad una sensibile riduzione delle tariffe. I prezzi dei voli intercontinentali scendono del -22,5% su anno, quelli europei del -11,5%, i voli nazionali -4,2%. Afferma il Codacons: “Un quadro purtroppo destinato a peggiorare se la chiusura dello stretto di Hormuz proseguirà e se i prezzi del comparto dell’energia, dei carburanti, dei trasporti e degli alimentari continueranno la corsa al rialzo”.












