L'Italia fa ancora parte di quei due terzi degli Stati membri dell'Unione Europea che non offrono alle aziende incentivi fiscali adeguati per abbandonare le auto a combustione interna.

Tassazione auto aziendali, il caso dei fringe benefit in Italia
Per un’azienda è più conveniente acquistare un’auto elettrica o tradizionale? L’Italia fa parte dei 18 paesi europei sui 27 totali in cui gli incentivi fiscali non spingono le imprese ad abbandonare veicoli a combustione interna. Infatti, oltre le motivazioni ambientali, per qualsiasi azienda viene prima il fattore economico; solo se c’è convenienza si compra una BEV. Questo è quello che evidenzia Good Tax Guide, lo studio comparativo di Transport & Environment sul sistema fiscale applicato all’auto in 31 Paesi del Vecchio Continente.
Cosa analizza lo studio
Gli analisti di T&E hanno calcolato il vantaggio fiscale complessivo contemplando un periodo di 4 anni di proprietà, solitamente il tempo medio di utilizzo di un’auto aziendale, di una BEV segmento C rispetto all’equivalente a benzina. Lo scorso anno l’elettrica costava in media 10.650 euro in più rispetto a una a benzina dello stesso segmento.
Senza incentivi, perché un’azienda dovrebbe passare all’elettrico? In queste settimane si ipotizza un presunto aumento della tassazione del 50% sulle auto aziendali a diesel e benzina detenute da più di cinque anni. Di fatto, ad oggi, l’Italia è parte di quei due terzi degli Stati membri dell’Unione Europea che non offrono una fiscalità vantaggiosa per abbandonare le auto ICE.
L’Europa c’è o non c’è?
Solo 9 Paesi Ue hanno incentivi fiscali forti per passare all’elettrico. E qui il pressing dell’Ue dovrebbe essere forte su quei paesi che non danno nulla per favorire la transizione energetica. Non sarebbe il momento di farlo, ora, quando l’Europa ha la forte necessità di ridurre la propria dipendenza dal petrolio?
Lo studio di T&E suddivide i Paesi europei in tre gruppi:
- Paesi con vantaggio fiscale sull’auto elettrica rispetto alla benzina con 4 anni di possesso che copre maggior costo iniziale dell’elettrico,
- Paesi con copertura parziale
- Paesi con la copertura inferiore alla metà
L’Italia offre “solamente” un vantaggio fiscale di 6.753 euro su quattro anni, al di sotto della soglia dei 10.650 euro, per cui la tassazione italiana lascia le aziende senza un incentivo fiscale realmente efficace per passare all’elettrico.
Auto aziendali e petrolio
Le auto di proprietà delle aziende richiedono il 78% delle importazioni di petrolio associate alle immatricolazioni, pur rappresentando il 59% delle nuove immatricolazioni; e questo perché le aziendali coprono più km delle private, quindi producono più inquinamento. Ne deriva l’importanza cruciale nel ridurre le emissioni del trasporto stradale. Per la Commissione europea, il 45% delle le flotte aziendali dovrà essere a batteria entro il 2030. Ma la responsabilità spetta agli Stati membri e non alle aziende.
Tassazione auto aziendali: l’esempio della Francia
L’Italia, insieme a Germania, Spagna e Francia, è il mercato auto più importante d’Europa. Eppure la Francia – Paese simile a noi, per grandezza ed economia, ha adottato tra il 2024 e il 2025 nuove misure fiscali vantaggiose per i veicoli a zero emissioni, portando la quota di immatricolazioni aziendali elettriche al record del 41,3% nel marzo 2026. Il Belgio, invece, ha introdotto già nel 2021 una fiscalità fortemente favorevole alle auto aziendali elettriche e la quota di immatricolazioni è salita dall’8,8% del 2021 al 54,2% del 2025.
“L’Italia è il caso più paradossale: tra i Paesi più esposti alla volatilità dei prezzi energetici, eppure in prima fila contro il regolamento sulle flotte aziendali, che rappresenta invece uno strumento chiave per superare questa inerzia” le parole di Esther Marchetti, Clean Transport Manager di T&E Italia
Chi inquina non paga: un paradosso
Sembra un concetto elementare, ma non viene applicato. La tassazione delle auto dovrebbe seguire il principio “chi inquina paga“: cioè, se aumentano le dimensioni e le emissioni del veicolo, il carico fiscale dovrebbe crescere in modo coerente. Questo non accade nella maggior parte degli Stati membri, in cui il carico fiscale non aumenta in modo proporzionale all’intensità delle emissioni. Anzi, le auto aziendali a benzina di segmento superiore sono spesso tassate meno per ogni grammo aggiuntivo di CO₂/km rispetto ai modelli più piccoli.
Nei principali mercati auto europei, solo la Francia applica una fiscalità significativamente più progressiva al crescere delle emissioni: per un’auto di segmento E, che consuma una volta e mezza il carburante per chilometro rispetto a una di segmento C, le aziende pagano il doppio delle tasse.
Tassazione auto aziendali: il caso italiano
Lo scorso anno con l’applicazione del fringe benefit – il beneficio accessorio concesso alle auto aziendali – l’Italia ha avuto una buona intuizione. La riforma ha introdotto una divisione più netta basata sulla tecnologia del veicolo, creando tre fasce di tassazione:
- 10% per le auto 100% elettriche
- 20% per le ibride plug-in
- 50% per tutte le altre motorizzazioni (benzina, diesel, mild-hybrid)
Cosa significa in pratica? Chi riceve un’auto elettrica dal datore di lavoro pagherà molte meno tasse in busta paga rispetto a chi riceve un’auto a benzina. Questo spinge aziende e dipendenti verso scelte ecologiche. Tuttavia non c’è un collegamento diretto tra tassazione ed emissioni: due auto a benzina diversamente inquinanti sono tassate comunque al 50%. Tra una piccola e un SUV non c’è differenza. Invece prima della riforma l’aliquota per i veicoli più inquinanti, con emissioni superiori a 190 g/km, era del 60%: il nuovo sistema, abbassando al 50% l’aliquota, ha introdotto uno sconto fiscale per i più emissivi.
Secondo T&E “i legislatori e gli Stati membri dovrebbero impegnarsi per eliminare i sussidi alle auto inquinanti e orientare le risorse pubbliche destinate all’automotive alla transizione verso i veicoli elettrici, la tecnologia chiave per decarbonizzare il trasporto su strada in Europa.” Intanto la Commissione Ue ha raccomandato all’Italia di intervenire sulla tassazione delle auto aziendali, sottolineando ulteriori margini di riduzione dei benefici fiscali di cui godono le auto aziendali endotermiche.












