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G7 in Canada, la carta sugli incendi boschivi non menziona il riscaldamento globale

Mentre i maggiori leader mondiali erano riuniti tra le spendide montagne di Kananaskis, si stima che in Canada fossero attivi 225 incendi, di cui 120 erano stati definiti fuori controllo.

G7 in Canada 2025, la Carta di Kananaskis sugli incendi boschivi
June 16, 2025, Photo Credit: Government of Canada

di Erminia Voccia

La dichiarazione finale del summit del G7 in Canada dedica un capitolo dedicato alla lotta agli incendi boschivi senza tuttavia menzionare il cambiamento climatico. I leader delle 7 maggiori economie mondiali hanno trovato un accordo di cooperazione per rafforzare gli sforzi tesi a prevenire i roghi, a ridurli e a gestirne gli effetti insieme. La “Carta di Kananaskis sugli incendi boschivi“, così denominata, è stata presentata come un documento rivoluzionario e invece fallisce in punto fondamentale: riconoscere il surriscaldamento globale quale causa del fenomeno.

Le conclusioni del G7 in Canada sugli incendi boschivi

I leader del G7 si sono detti preoccupati per la frequenza senza precedenti registrata negli ultimi dieci anni in merito a questi eventi catastrofici che danneggiano foreste e società. La Carta di Kananaskis menziona l’impegno congiunto a mitigare gli effetti degli incendi sulla salute dell’uomo.

La dichiarazione stabilisce anche di voler limitare il rischio di incendi boschivi attraverso la gestione sostenibile delle foreste. Il documento spinge a favore dell’individuazione delle aree dove la rigenerazione naturale funziona meglio e dell’adozione di azioni efficaci a tutela della biodiversità. Punta inoltre a favorire la resilienza delle infrastrutture urbane, la ricerca sulle cause e la condivisione dei dati, considerando tra le altre cose anche il contributo dato dall’esperienza diretta delle comunità locali.

La Carta di Kananaskis ha trovato l’appoggio anche di Stati non Membri del G7 invitati al summit, come India, Australia, Messico, Sudafrica e Corea del Sud. Il tempismo delle dichiarazioni del G7 non può passare inosservato anche perché, mentre i maggiori leader mondiali erano riuniti tra le splendide montagne di Kananaskis, si stima che in Canada fossero attivi 225 incendi, di cui 120 erano stati definiti fuori controllo. Inoltre, è probabile che questo sia uno degli anni peggiori per il Paese per quanto riguarda gli incendi incontrollati.

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Nessun riferimento al riscaldamento globale

La Carta sugli incendi boschivi non menziona il cambiamento climatico, ritenuto dagli scienziati tra le cause responsabili del fenomeno dei roghi incontrollati. Il buco appare abbastanza grave e rifletterebbe il timore dei Membri del G7 di urtare il Presidente Usa. L’ultima volta che Donald Trump aveva partecipato a un summit del G7 in Canada era arrivato in ritardo, aveva offeso l’allora primo ministro Justin Trudeau e aveva lasciato la platea per volare a Singapore. Il Presidente Usa aveva poi lanciato dall’Air Force One un messaggio in cui informava di dissociarsi dai 28 sudatissimi punti della dichiarazione finale.

Leggi QUI la “Carta di Kananaskis sugli incendi boschivi“

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.