Le imprese italiane sono messe a dura prova dall’incertezza delle forniture di energia. Quali strategie adottare in uno scenario globale dominato dall’imprevedibilità?

Imprese ed energia, cosa succede in Lombardia
Abbiamo incontrato Gian Domenico Auricchio, presidente della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia e presidente di Unioncamere Lombardia a Mantova in occasione del Seminario Estivo della Fondazione Symbola.
Auricchio ha, come si dice, il polso della situazione. Il quadro è sicuramente complesso a causa dei costi dell’energia e delle incertezze derivate dal quadro geopolitico, ma ritiene che le imprese lombarde abbiano le capacità per continuare ad essere competitive sul mercato.
Nonostante tutto abbiamo alcuni dati positivi
Le imprese sono in sofferenza. Quanto incide l’energia su tutto questo? E qual è la situazione in Lombardia?
I dati che abbiamo presentato anche qualche settimana fa con Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, dicono che la Lombardia tiene. Tiene ma, come dice lei, è in sofferenza.
La capacità delle imprese lombarde, anche mantovane, permette di tenere un dato su tutti, l’export. La provincia di Mantova nel 2025 ha superato gli 8 miliardi di fatturato, per la precisione 8 miliardi e 100, con un valore aggiunto di oltre un miliardo rispetto alle importazioni. Quindi ci sono dei dati positivi.
L’incertezza frena gli investimenti
L’incertezza rende più difficile programmare gli investimenti.
Sicuramente. Questa situazione così complicata e dagli sviluppi imprevedibili sta mettendo a dura prova le imprese, per le quali è difficile pensare di fare una programmazione degli investimenti per il medio-lungo periodo.
Se da un lato assistiamo nuovamente a una crescita, dall’altro ricordiamo di aver già vissuto uno scenario simile qualche anno fa con la guerra in Ucraina.
Adesso le imprese, soprattutto quelle energivore, si trovano nuovamente a fare i conti con una bolletta che non era prevedibile. Questo va a incidere sui loro margini e le porta a evitare, come stiamo vedendo, investimenti che avevano programmato.
Le imprese puntano su qualità e legame con il territorio
Anche le materie prime sono soggette a oscillazioni fortissime.
Delle oscillazioni sono fisiologiche, ma oggi assistiamo a oscillazioni in una misura che non si era mai verificata nel passato.
Per un’azienda che deve programmare gli investimenti, le oscillazioni dovute a fattori esterni, come la guerra e la conseguente situazione di instabilità, sono estremamente preoccupanti.
Confido però su due cose. Da una parte il sistema camerale, la Regione Lombardia e le istituzioni, sono al nostro fianco con tutte le risorse possibili.
Ad esempio, lo scorso anno il sistema camerale ha messo a disposizione delle imprese della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia oltre 11 milioni di euro, e nel 2026 sono ancora di più.
L’altra cosa, ancora più importante, è che gli imprenditori mantovani, cremonesi e pavesi puntano molto sulla qualità hanno forti legami con il territorio.
Quindi voglio essere ottimista: se questi conflitti internazionali finiranno almeno in parte, come mi auguro, si tornerà a una maggiore stabilità. Pertanto, ritengo che avremo dei risultati positivi dall’economia dei nostri territori e sono convinto che le imprese sapranno fare il loro lavoro.
Il mix di energia è una chiave per la competitività
Puntare su un mix energetico può incidere positivamente?
Assolutamente sì.
Sono convinto che in Italia – e credo che anche il governo stia andando in questa direzione – non si debba più dipendere solo dall’energia derivata dai combustibili fossili, ma si debba pensare a un mix energetico che permetta alle imprese di essere competitive.













