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Bilancio annuale dell’UE per il 2027: più fondi alla difesa, ma blindati agricoltura e coesione

La Commissione Europea ha voluto chiarire che l'aumento della spesa per la difesa non andrà in alcun modo a scapito della politica di coesione o dell'agricoltura.

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La Commissione Europea ha presentato proposta di bilancio 2027

La Commissione Europea ha presentato ufficialmente la proposta di bilancio annuale dell’UE per il 2027. Trattandosi dell’ultimo tassello del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2021-2027, il bilancio 2027 funge da ponte verso il prossimo bilancio a lungo termine dell’Unione.

La proposta della Commissione si attesta su quasi 200 miliardi di euro in impegni. Tale programmazione finanziaria mira a consolidare le risposte alle crisi economiche degli ultimi anni, provando a proteggere al contempo le politiche tradizionali che costituiscono il fondamento della solidarietà europea. Il bilancio annuale per il 2027 dovrà essere formalmente adottato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio entro la fine del 2026.

La proposta della Commissione arriva dopo una nuova crisi energetica e l’aumento dell’inflazione, e crescenti tensioni geopolitiche. Negli ultimi mesi la crisi in Medio Oriente ha colpito un’ampia gamma di settori economici, a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia che ha portato a prospettive più volatili per la crescita economica e l’inflazione in Europa.

Agricoltura e risorse marittime: la ripartizione dei fondi nel 2027

All’interno del bilancio 2027, per quanto riguarda la Politica Agricola Comune (PAC), la Commissione Europea ha proposto uno stanziamento di 54 miliardi di euro. Questa dotazione finanziaria ha l’obiettivo di supportare attivamente i redditi degli agricoltori europei, promuovere pratiche agricole resilienti e sostenibili, e rivitalizzare le aree rurali dell’Unione. La PAC si conferma così un pilastro della spesa dell’UE.

Sempre sulla PAC, Bruxelles inoltre ha proposto di rafforzare la riserva agricola con 300 milioni di fondi aggiuntivi in qualità di sostegno “mirato ed eccezionale” agli agricoltori colpiti dalla guerra in Medio Oriente e dall’aumento dei prezzi dei fertilizzanti. Lo si apprende dal testo dell’emendamento al bilancio UE 2026, appena adottato dall’organo esecutivo europeo. La proposta necessita dell’approvazione del Parlamento Europeo e dagli Stati Membri.

Parallelamente, 0,8 miliardi di euro per il 2027 andranno al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, per sostenere gli agricoltori e i pescatori europei e per rafforzare la resilienza dei settori agroalimentare e della pesca. Questi fondi sono destinati a promuovere la pesca sostenibile, a supportare il ripristino delle risorse biologiche marine, a favorire un’acquacoltura competitiva e a garantire la prosperità delle comunità costiere europee.

Bilancio 2027, coesione e agricoltura: la linea della Commissione UE

Il contesto geopolitico globale, profondamente mutato a causa della guerra in Ucraina e delle crescenti minacce alla sicurezza, ha costretto l’Unione Europea ad accelerare sul fronte della difesa comune. Nel bilancio 2027, la spesa per la sicurezza e la difesa registra un incremento significativo.

Tuttavia, la Commissione Europea ha voluto chiarire che l’aumento della spesa per la difesa non andrà in alcun modo a scapito della politica di coesione o dell’agricoltura. La coesione territoriale riceverà 44 miliardi a sostegno della coesione economica, sociale e territoriale, nonché delle infrastrutture a sostegno della transizione verde e dei progetti prioritari dell’Unione.

La Commissione insiste sul fatto che rafforzare la sicurezza esterna non significa smantellare la solidarietà interna. Di conseguenza, i fondi aggiuntivi per la difesa sono stati reperiti attraverso meccanismi di flessibilità e rimodulazioni interne del QFP, salvaguardando integralmente le dotazioni destinate alle regioni meno sviluppate e ai coltivatori diretti.

I negoziati sul quadro finanziario pluriennale 2028-2034

Il valore politico della proposta di bilancio 2027 risiede anche nel collegamento diretto con i negoziati per il prossimo bilancio a lungo termine dell’Unione Europea, ossia quello per il periodo successivo al 2027.

La presidenza cipriota del Consiglio UE propone un Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 da 1.730,2 miliardi. Tale somma prevede una riduzione di 32,8 miliardi (il 2%) rispetto alla proposta originaria della Commissione, fissando il bilancio comune all’1,23% del Reddito nazionale lordo dell’Unione o l’1,13% se si escludono i costi legati al rimborso del debito comune. Questo è l’esito del primo quadro negoziale (o ‘Negobox’) presentato agli Stati Membri, che costituisce la base per le trattative per il prossimo bilancio settennale.

Come già riportato da Politico, le trattative per il prossimo quadro finanziario pluriennale si preannunciano una dura battaglia politica. I Paesi Membri si stanno scontrando sui livelli di spesa previsti dalla proposta della Commissione. Sul tavolo si stava delineando una proposta di bilancio a lungo termine vicina agli 1,8 mila miliardi di euro. Tale prospettiva ha scatenato la reazione preventiva di Germania, Paesi Bassi, Svezia e Austria, i quali si oppongono all’espansione della spesa comune.

I pagatori netti chiedono un severo ritorno alla disciplina fiscale, opponendosi all’introduzione di nuove risorse proprie o all’emissione di ulteriore debito comune per finanziare le nuove priorità. La sfida per la Commissione consisterà nel dimostrare che è possibile la transizione ecologica e l’autonomia tecnologica senza sacrificare la coesione e l’agricoltura.

Leggi anche: PAC 2028-2034, dibattito in corso

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.