Il colpo assestato al cartello potrebbe favorire gli Stati Uniti e la possibilità di creare un gruppo di produttori alternativo.

Emirati Arabi lasciano l’OPEC e l’OPEC+: duro colpo al cartello e all’Arabia Saudita
Gli Emirati Arabi lasciano l’OPEC e l’OPEC+. La decisione infligge un duro colpo all’Organizzazione dei Paesi Esportatori del Petrolio e alla loro leader di fatto, l’Arabia Saudita, in un momento segnato dalla guerra in Iran, che ha causato la peggiore crisi energetica della storia e destabilizzato l’economia globale.
I produttori OPEC del Golfo hanno già dovuto affrontare grandi difficoltà a causa delle minacce iraniane e degli attacchi contro le imbarcazioni nello Stretto di Hormuz, via di collegamento strategica tra l’Iran e l’Oman attraverso la quale transita normalmente un quinto del petrolio greggio e del gas naturale liquefatto di tutto il mondo.
Il colpo assestato al cartello potrebbe favorire gli Stati Uniti e la possibilità di creare un gruppo di produttori alternativo. Trump ha accusato l’OPEC di “derubare il resto del mondo” gonfiando volutamente i prezzi del petrolio. Ha anche detto che mentre gli Stati Uniti difendono i membri dell’OPEC, questi ultimi “ne approfittano imponendo prezzi elevati“.
Le motivazioni politiche
La decisione sarebbe frutto di uno scontro tra Emirati Arabi Uniti e gli altri Stati arabi. Abu Dhabi ha accusato gli altri Membri OPEC di non aver fatto abbastanza per proteggerli dai ripetuti attacchi iraniani subiti nel corso della guerra. Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli EAU, ha criticato la risposta araba durante una sessione al Gulf Influencers Forum. “I paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo si sono sostenuti a vicenda dal punto di vista logistico ma, politicamente e militarmente, credo che la loro posizione sia stata storicamente la più debole“, ha spiegato Gargash. “Mi aspettavi questa debolezza dalla Lega Araba e non ne sono sorpreso, ma non me l’aspettavo dal Consiglio di Cooperazione [del Golfo] e ne sono rimasto stupito“, ha concluso.
Gli Emirati Arabi Uniti stanno puntando a diversificare. Possessori di quasi il 6% delle riserve mondiali di greggio, intendono puntare su un mix energetico, in cui l’energia rinnovabile, solare ed eolica, diventerà protagonista.
Prezzi del petrolio in crescita
I futures del greggio hanno raggiunto i massimi da settimane a causa dello stallo diplomatico per trovare una soluzione che sblocchi la situazione nello Stretto di Hormuz. “Gran parte del sentiment che ha guidato i mercati nelle ultime settimane sta lasciando il posto a una prospettiva più cupa“, ha dichiarato l’analista di Rabobank, Florence Schmit, a Bloomberg.
Tuttavia, dopo lo storico annuncio degli Emirati, le quotazioni del petrolio hanno frenato rispetto ai massimi toccati in giornata, riferisce ancora Bloomberg. La reazione relativamente contenuta, con il Brent che ha perso quasi 2 dollari prima di recuperare, riflette probabilmente l’estrema tensione sui mercati fisici, mentre lo stallo dei negoziati di pace costringe inevitabilmente gli investitori a scontare la chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz. Banche come CitiGroup Inc. e Morgan Stanley hanno alzato ancora una volta le loro previsioni sui prezzi.












