I Greens avrebbero buone probabilità di aumentare il numero di parlamentari a Westminster alle prossime elezioni generali.

Elezioni locali in UK: avanzata record per i Greens: conquistati 441 consiglieri e due sindaci
“Il bipartitismo britannico è morto e sepolto“, ha dichiarato Zack Polanski, leader dei Greens, commentando i risultati delle elezioni locali del 7 maggio nel Regno Unito. Greens e Reform hanno assestato un duro colpo al Labour, ora al Governo, mostrando con grande evidenza l’attuale frammentazione del sistema politico britannico. Nel complesso, i verdi hanno ottenuto successi significativi in quest’ultima tornata elettorale, soprattutto rispetto all’esperienza storica del Partito. Hanno conquistato infatti 441 seggi nei consigli, il controllo di cinque di questi e si sono guadagnati l’elezione di due sindaci.
Giovani, laureati e città: anatomia dello storico successo dei Greens britannici
Per quanto riguarda il numero di consiglieri, i Greens prima di queste elezioni ne avevano meno di 1.000 in totale. Adesso il Partito conta quasi 1.350 consiglieri in tutto il Regno Unito. Di questi, 441 sono stati eletti proprio la scorsa settimana. Per quanto riguarda invece il controllo dei consigli, i verdi ne hanno ottenuti 5, mentre prima del voto non ne controllavano nessuno. In molti consigli ora non c’è nessun partito che ha in controllo assoluto (una condizione di no overall control) e ciò in parte è avvenuto perché i verdi hanno sottratto seggi agli altri.
I Greens hanno messo a segno anche due seggi nel Senedd gallese (il Parlamento gallese), dove sono entrati per la prima volta, e 15 seggi nel Parlamento scozzese, dove hanno registrato un record storico. Hanno vinto inoltre le elezioni per il sindaco a Hackney e Lewisham. Uno dei risultati più importanti è arrivato proprio da Hackney, dove Zoë Garbett ha sconfitto l’avversario laburista. Polanski l’ha definita una “vittoria storica“, seguita poi da quella di Liam Shrivastava contro i laburisti a Lewisham.
In questo momento i verdi si troverebbero al 18%, al secondo posto dietro Reform e appena davanti al 17% di conservatori e laburisti, in termini di proiezioni della quota di voto nazionale. Questa stima calcolata da BBC in proporzione ai consensi locali evidenzia un dato molto positivo per il Partito, soprattutto in relazione alle performance storiche.
Come mostra un’analisi del Guardian, i verdi sono andati meglio tra i giovani e nelle aree urbane più colte. Nelle circoscrizioni elettorali in cui meno del 10% della popolazione ha un’età superiore ai 65 anni, i laburisti hanno ottenuto il 32% e i verdi il 31% dei voti, mentre Reform, conservatori e liberal democratici hanno preso quasi l’11% ciascuno. In Inghilterra, in particolare, il Partito Verde ha ottenuto in media risultati migliori nelle aree dove la popolazione ha un livello di istruzione più elevato.
Mitya Pearson, Assistant Professor in Politics of Climate Change all’University of Warwick, sentito da Rinnovabili, ha commentato così le performance dei verdi:
“I commentatori si aspettavano che sarebbe stata una notte di successo elettorale per i verdi e loro hanno soddisfatto tali aspettative. Questo risultato conferma che hanno un’ottima probabilità di aumentare in maniera sostanziale il numero di parlamentari a Westminster alle prossime elezioni generali. Conferma inoltre che rappresentano una grande minaccia elettorale per i laburisti, considerato che alcune aree hanno visto spostamenti di voti molto rilevanti da questi ultimi ai verdi.
Tuttavia, il voto ha anche dimostrato che i Greens sono particolarmente popolari in luoghi con un certo profilo, ossia, in generale, aree urbane e centrali con molti laureati. Quindi, mi sembra meno probabile che vincano molti seggi in più a Westminster al di fuori di queste tipologie di aree“.












