L'Unione Europea ha adottato il nuovo quadro di aiuti di Stato per consentire agli Stati membri di sostenere l'economia comunitaria nel contesto della crisi in Medio Oriente. Gli interventi previsti sono mirati e temporanei -con una validità fissata fino al 31 dicembre 2026 - e si inseriscono nell'evoluzione del Quadro Temporaneo di Crisi e Transizione (TCTF). Le misure riguardano specificamente i comparti dell'agricoltura, della pesca, i trasporti terrestri e marittimi a corto raggio e le industrie energivore

“Abbiamo fatto tesoro dell’esperienza maturata con i precedenti quadri di gestione delle crisi, individuando le misure che si sono dimostrate più efficaci nella pratica, in particolare il sostegno mirato ai costi energetici e l’attuazione rapida e flessibile da parte degli Stati membri”. Con queste parole la vicepresidente esecutiva Teresa Ribera ha presentato, il 29 aprile 2026, il METSAF, il nuovo quadro temporaneo per gli aiuti di Stato in risposta alla crisi in Medio Oriente.
La Commissione europea ha rimesso mano alla normativa con l’obiettivo di tendere la mano ai settori più colpiti dal nuovo shock geopolitico, vale a dire il settore agricolo, della pesca e dei trasporti. Un occhio di riguardo è rivolto al settore energivoro, per il quale tuttavia erano già stati definiti aiuti provvisori con lo scorso quadro temporaneo.
L’impatto della crisi mediorientale sui prezzi
La situazione attuale appare fortemente più complessa di quella innescata nel 2022 dal conflitto in Ucraina, mettendo a dura prova la sovranità alimentare e resilienza energetica del continente. Al centro delle preoccupazioni non c’è più solo il gas, ma anche le forniture di prodotti petroliferi e fertilizzanti. Secondo le previsioni della FAO, se il blocco di Hormuz dovesse persistere unitamente alla sospensione di alcuni stabilimenti di urea, la riduzione dell’offerta dei concimi azotati aumenterebbe i prezzi globali del 15-20% solo nella prima metà di quest’anno. Con il rischio di generare una catastrofe alimentare globale.
Parallelamente, tra impianti petroliferi chiusi o compromessi e flussi interrotti, mancano al conteggio globale circa 10 milioni di barili al giorno. Il risultato? I prezzi sono schizzati alle stelle. Complice anche le ultime dichiarazioni del presidente USA Donald Trump su una nuova azione contro l’Iran, oggi i futures del petrolio Brent hanno superato i 113 dollari al barile, raggiungendo i livelli più alti del 2022, mentre quelli del greggio sono saliti a 110 dollari al barile.
Nell’Unione europea finora tutto ciò si è tradotto in una spesa energetica aumentata di 12 miliardi di euro (fertilizzanti esclusi) in soli 60 giorni.
Funzionamento e beneficiari del METSAF
“Per elaborare questa proposta – ha sottolineato Ribera – abbiamo collaborato a stretto contatto con gli Stati membri, ascoltando le loro opinioni sui settori più esposti e sull’eventuale necessità di misure aggiuntive.” Due gli elementi chiave che hanno guidato l’azione comunitaria: la necessità di avere misure temporanee e mirate. Nella pratica ciò significa che il METSAF ha una deadline precisa: il quadro temporaneo rimarrà operativo fino al 31 dicembre 2026 e sarà sorvegliato da vicino da Bruxelles per garantirne la compatibilità con il mercato interno e vederne il contenuto alla luce degli sviluppi del conflitto mediorientale. E interverrà solamente sulle imprese più esposte:
- aziende agricole;
- imprese ittiche e di acquacoltura;
- trasporti ferroviari, su strada e vie navigabili;
- trasporti marittimi a corto raggio;
- industrie ad alta intensità energetica.
Misure per l’industria energivora
Per le industrie ad alta intensità energetica, il quadro METSAF introduce modifiche temporanee e una maggiore flessibilità all’interno della “Disciplina per gli aiuti di Stato nell’ambito del patto per l’industria pulita”. Il target sono soprattutto quelle realtà più esposte al caro energia e ammissibili alla compensazione dei costi indiretti ai sensi degli orientamenti ETS. Le principali misure previste includono:
- Riduzione del prezzo all’ingrosso: gli Stati membri possono concedere aiuti proporzionati in grado di coprire al massimo una riduzione del 70% del prezzo medio annuo sul mercato all’ingrosso dell’energia elettrica nella zona di offerta del beneficiario.
- Cumulo degli aiuti: è consentita una deroga temporanea per cumulare gli aiuti del “patto per l’industria pulita” con quelli previsti dagli orientamenti ETS (per la compensazione dei costi indiretti). L’importo totale non deve superare la somma del massimale previsto dagli orientamenti ETS più il 50% dell’importo massimo consentito dalla disciplina del patto per l’industria pulita.
- Semplificazione amministrativa: la Commissione ha autorizzato livelli di sostegno più elevati riducendo al minimo gli oneri burocratici, considerando l’eccezionalità e l’urgenza dell’attuale impennata dei prezzi.
- Ammissibilità di nuovi settori: se un settore o sottosettore non è inizialmente incluso nell’elenco di quelli ammissibili, ma soddisfa i criteri di base, può diventarlo seguendo una specifica procedura di valutazione.
Gli altri settori
Il nuovo quadro METSAF prevede che i Ventisette possano concedere aiuti per coprire l’aumento dei costi di carburanti e fertilizzanti, con sussidi che possono arrivare a coprire fino al 70% dei costi supplementari. O, in alternativa, l’aiuto può essere concesso in forma semplificata fino a un massimo di 50.000 euro per impresa.
In questo secondo caso, l’importo viene calibrato su parametri forfettari legati alle dimensioni e alla tipologia dell’attività, come una stima generale del consumo di carburante o fertilizzanti del settore, il numero di veicoli o i segmenti della flotta peschereccia e la dimensione del terreno utilizzato per la produzione agricola.
La tipologia di aiuti di Stato prevista dal METSAF
Gli aiuti possono essere concessi in diverse forme, tra cui:
- Sovvenzioni dirette.
- Agevolazioni fiscali o di pagamento.
- Garanzie, prestiti e capitale proprio.
Per accedere ai fondi, le imprese devono far parte ovviamente dei settori economici sopracitati e non essere state in difficoltà finanziaria prima del 28 febbraio 2026, giorno dell’inizio della guerra in Iran. Eccezione per le micro e piccole imprese che potranno invece rientrare nel quadro temporaneo anche se in difficoltà prima di tale data.












