I prezzi del carbonio continueranno a salire nei prossimi anni, ma a un ritmo più lento.

Le previsioni aggiornate dei prezzi nel mercato del carbonio dell’Unione Europea
Gli analisti hanno rivisto le previsioni dei prezzi nel mercato del carbonio dell’Unione Europea per il 2026 e il 2027, dopo che la Commissione Europea a luglio ha proposto delle riforme finalizzate ad allentare la pressione sull’industria.
Il sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS) è la politica climatica principale dell’Unione ed è stata pensata per contenere le emissioni inquinanti. In base alle valutazioni condotte dagli analisti, le quote di emissione nel mercato del carbonio dell’UE dovrebbero arrivare a una media di 79,97 euro per tonnellata metrica nel 2026 e a 89,13 euro nel 2027. Sono cifre più basse rispetto a quelle delle previsioni di aprile, che erano rispettivamente di 80,61 e 93,29 euro. Il contratto di riferimento per il carbonio dell’UE attualmente viene scambiato a 82 euro per tonnellata di CO2.
Il 17 luglio la Commissione Europea ha presentato una proposta di revisione del sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE. La proposta permette alle industrie di emettere più CO2 e più a lungo e garantisce un maggiore sostegno finanziario per investire in tecnologie pulite.
“Dopo la proposta di revisione dell’ETS dell’UE, vedremo comunque un aumento dei prezzi, ma a un ritmo più lento rispetto a quello che avremmo potuto aspettarci prima che fosse presentata“, ha detto a Reuters Noemi Zuercher, analista di Rystad.
L’analista ha spiegato che la ragione principale del ribasso delle previsioni sui prezzi per il 2026 e il 2027 si deve alla modifica proposta da Bruxelles al tasso annuale di riduzione del tetto massimo delle emissioni (il famoso cap) del sistema ETS. Questa modifica ridurrà l’offerta di quote a un ritmo più lento rispetto a quanto previsto in precedenza.
I prezzi di riferimento registreranno una media superiore a 100 euro nel 2029
Invece, le previsioni sui prezzi mercato del carbonio per il 2028 sono aumentate del 2%, arrivando a 95,37 euro a tonnellata. Gli analisti prevedono infatti che i prezzi continueranno a salire nei prossimi anni, ma a un ritmo più lento. Dal 2028 in poi, più precisamente, le previsioni indicano prezzi più alti perché le quote destinate al fondo ‘investment booster’ (ossia il fondo che fa da stimolo agli investimenti) dovrebbero entrare nel mercato in modo più graduale rispetto a quanto ipotizzato in precedenza. Lo ha spiegato sempre a Reuters Yehor Melakh, analista di Clear Blue.
La Commissione intende vendere 400 milioni di quote per un fondo di stimolo agli investimenti, con l’obiettivo di raccogliere una cifra vicina ai 30 miliardi di euro, che aiuterà a finanziare gli investimenti industriali in tecnologie pulite. Le analisi riferiscono quindi prezzi per il 2029 e il 2030 rispettivamente di 100,43 euro a tonnellata e 109,11 euro a tonnellata.












