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Guerra Iran: l’UE valuta tagli ai consumi di carburante

La Commissione UE ha dichiarato che a Bruxelles ci si prepara a due scenari principali: uno più favorevole, l'altro molto meno.

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Guerra Iran: l’UE valuta tagli ai consumi di carburante

L’Unione Europea si prepara a gestire uno scenario di crisi senza precedenti. A fronte del perdurante conflitto in Medio Oriente e del potenziale blocco dello Stretto di Hormuz, la Commissione UE ha presentato agli ambasciatori degli Stati membri un piano d’emergenza che prevede misure drastiche. Tra le opzioni sul tavolo a Bruxelles, la più rilevante riguarda l’imposizione di tagli forzati al consumo di carburante a livello comunitario, qualora i colloqui diplomatici tra USA e Iran dovessero fallire definitivamente, innescando uno shock energetico prolungato.

La dipendenza dell’Europa dalle importazioni di petrolio e gas ha esposto il continente all’aumento dei prezzi globali, nonostante i principali fornitori europei siano Stati Uniti, Norvegia e altri produttori non coinvolti nella guerra in Medio Oriente. In data 15 aprile il greggio Brent viene scambiato a quasi 95 dollari al barile.

Le forniture energetiche a livello globale stanno soffrendo a causa della prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz. L’Europa non ha ancora dovuto affrontare carenze di approvvigionamento, ma dallo scoppio delle ostilità a fine febbraio si confronta con un’impennata dei prezzi del petrolio e del gas. Gli aeroporti ritengono che le prime carenze di carburante per jet potrebbero verificarsi già entro poche settimane. Lo hanno riferito a Reuters fonti diplomatiche dell’UE. Durante un incontro a porte chiuse con gli Ambasciatori dell’UE tenutosi mercoledì 15 aprile, la Commissione ha dichiarato che a Bruxelles ci si prepara a due scenari principali, riferiscono le stesse fonti.

Il rischio è compromettere i viaggi estivi. L’Europa dipende dalle importazioni di carburante per aviazione più che per ogni altro tipo di combustibile da trasporto: quasi il 75% del fabbisogno proviene infatti dal Medio Oriente.

I due scenari della Commissione UE per lo shock energetico

Durante un incontro a porte chiuse, i tecnici dell’esecutivo europeo hanno delineato due possibili evoluzioni della crisi. Il primo scenario ipotizza una perturbazione temporanea, gestibile attraverso le scorte strategiche esistenti. Il secondo, decisamente più critico, prevede un’interruzione prolungata delle forniture attraverso le rotte petrolifere chiave.

In questo contesto, la Commissione UE ha avvertito che la sola gestione dell’offerta non basterebbe a garantire la stabilità del mercato, rendendo necessari interventi autoritativi sulla domanda di prodotti petroliferi. L’obiettivo è prevenire il collasso delle catene logistiche e garantire i servizi essenziali in tutta l’Europa.

Paesi UE costretti a tagli al consumo di carburante

Il secondo scenario prevede infatti che le tensioni continuino. In tal caso, i mercati dell’energia affronterebbero uno shock prolungato dell’offerta e si toccherebbero prezzi record, con effetti a catena su tutte le catene di approvvigionamento delle industrie. La continua interruzione della fornitura di petrolio costringerebbe anche l’Europa a ridurre l’uso di carburante, ha spiegato la Commissione. In questo scenario, l’Europa potrebbe faticare a riempire le riserve di gas prima dell’inverno.

Sgravi fiscali e spinta sulle tecnologie pulite

Per mitigare l’impatto sociale ed economico della crisi energetica, la Commissione sta elaborando delle proposte per tentare di compensare le ricadute energetiche. Tra queste ci sono:

  • Tagli alle tasse sull’elettricità: una riduzione del carico fiscale per incentivare il passaggio a fonti energetiche alternative al petrolio.
  • Accelerazione tecnologica: un ulteriore snellimento burocratico per l’installazione di impianti a energie rinnovabili e lo sviluppo di tecnologie pulite per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati.

Pentagono: blocco navale dello Stretto di Hormuz pienamente attivo

I funzionari del Pentagono hanno spiegato che il blocco dei porti iraniani è stato “pienamente implementato” e che il commercio marittimo del paese è “completamente bloccato“. Il Dipartimento del Tesoro USA, inoltre, non ha intenzione di rinnovare l’esenzione dalle sanzioni sul petrolio iraniano che scadrà tra pochi giorni. Questa misura e lo stesso blocco navale voluto dagli Stati Uniti su Hormuz rispondono all’esigenza di continuare ad esercitare la massima pressione economica sull’Iran per aumentale il potere negoziale di Washington in sede di colloqui. Tuttavia, queste decisioni hanno l’effetto di limitare ulteriormente i flussi petroliferi nella regione.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.