La strategia iraniana protrebbe essere questa: provocare un livello di incertezza tale da determinare un aumento del prezzo del petrolio e influenzare i negoziati con gli USA.
Gli Houthi riaprono il fronte del Mar Rosso: petroliere in fuga e nuovo allarme per il petrolio
I ribelli Houthi dello Yemen appoggiati dall’Iran il 20 luglio hanno annunciato un embargo navale sull’Arabia Saudita nello Stretto di Bab el-Mandeb, all’ingresso del Mar Rosso. Le minacce degli Houthi arrivano in un momento già segnato dalla cirsi nello Stretto di Hormuz, diventato di nuovo impraticabile. L’eventuale blocco simultaneo di due vie marittime strategiche potrebbe rapidamente portare a conseguenze gravi sia a livello regionale che mondiale, aumentando nuovamente i costi dell’energia.
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Più navi cambiano rotta nel Mar Rosso
In base ai dati di tracciamento navale diffusi da Reuters, mercoledì 22 luglio altre quattro petroliere avrebbero modificato la propria rotta di navigazione nel Mar Rosso, a seguito delle minacce arrivate dalle milizie Houthi, che hanno avvertito le navi di non dirigersi verso i porti dell’Arabia Saudita. Due di queste avrebbero indicato il Canale di Suez come nuova destinazione. Nella stessa giornata anche una quinta imbarcazione, che trasportava veicoli, avrebbe invertito la rotta nel Golfo di Aden. Il giorno prima tre petroliere cariche di greggio saudita diretto in Cina e in India hanno effettuato un’inversione a U nel Mar Rosso, dirigendosi verso il Canale di Suez invece di percorrere la rotta lungo la costa yemenita, come misura di precauzione.
Mossa tattica dell’Iran che prova a influenzare i negoziati con gli Stati Uniti
Ancora secondo Reuters, sarebbe stata presentata all’Iran una proposta per un cessate il fuoco di 10 giorni. L’annuncio del blocco navale segna la riapertura del conflitto tra Houthi e Arabia Saudita. E sarebbe inoltre da intendersi come mossa tattica di Teheran, che, alzando la posta, sta provando a influenzare l’esito dei negoziati con Washington. La proposta punta a salvare il memorandum provvisorio firmato a giugno.
Gli Houthi non sono nuovi a questo tipo di minacce. Poche settimane dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 e l’inizio della guerra a Gaza, annunciarono che avrebbero colpito tutte le navi con legami con Israele in transito nel Mar Rosso. Fino al cessate il fuoco con gli Stati Uniti, raggiunto nel maggio 2025, i ribelli yemeniti hanno attaccato più di cento imbarcazioni.
Si rischia un blocco totale dello Stretto di Bab el-Mandeb?
Tuttavia, come evidenziato da diversi analisti, gli Houthi non sarebbero in grado di bloccare completamente lo Stretto di Bab el-Mandeb, un’azione del genere potrebbe portare inoltre a conseguenze imprevedibili in termini di escalation del conflitto. La strategia iraniana sembrerebbe invece questa: provocare un livello di incertezza tale da determinare un aumento del prezzo del petrolio e dei prodotti raffinati. Come ha già dimostrato la crisi di Hormuz, se le petroliere cambiano rotta, aumentano i premi assicurativi. Qualora gli armatori decidano di circumnavigare l’Africa, il costo dell’energia aumenterebbe e le catene di approvvigionamento si allungherebbero, esercitando una forte pressione sui mercati energetici.













